Come ogni anno il 25 Novembre si celebra in tutto il mondo , per decisione delle Nazioni Unite del 1999, la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La necessità di sensibilizzare le coscienze dei cittadini su quello che ancora oggi rappresenta uno dei più gravi casi di violazione dei diritti umani è confermata dalle drammatiche cifre raggiunte dal fenomeno delle aggressioni fisiche alle donne, le quali tra i 15 e i 44 anni di età muoiono a causa di violenza perpetrata dai loro mariti o compagni  in misura superiore alla  somma delle  morti femminili per cancro, malaria e incidenti stradali.
La scelta di questa data è stata fatta in ricordo della atroce uccisione delle tre sorelle  Mirabal da parte della polizia del dittatore di Santo Domingo Rafael Trujillo, esattamente cinquanta anni fa, il 25 novembre 1960.
Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal animarono un movimento democratico clandestino contro la dittatura chiamato “14 giugno”. Per il loro modo di agire, gentile ed  elevato, furono soprannominate le “ farfalle”. Incarcerate in varie occasioni,  non abbandonarono mai la lotta contro la sanguinaria dittatura.
Nel 1960 pur condannate a cinque anni di lavori forzati , grazie alla pressione internazionale in difesa dei diritti umani calpestati da Trujillo, furono rilasciate. Continuato il loro impegno libertario che non dava tregua al regime, il 25 novembre dello stesso anno furono fatte intercettare dai sicari del dittatore mentre tornavano in macchina dalla visita ai mariti imprigionati:  totalmente disarmate, furono assalite e portate in una piantagione di canna di zucchero dove morirono bastonate e strangolate(la loro auto venne fatta cadere in un burrone per simulare  un incidente).
L’assassinio delle sorelle Mirabal provocò una grandissima commozione in tutto il Paese, che pure aveva sopportato per trent’anni la brutale dittatura. La terribile notizia si diffuse come polvere, risvegliando le coscienze in  letargo e la dittatura di Trujillo ebbi fine nel 1961 con l’assassinio del dittatore.

Il sacrificio e l’impegno coraggioso di queste tre donne penso debba essere ricordato anche nella nostra città quale esempio di vita dedita alla difesa dell’ideale democratico e come simbolo della lotta contro la violenza alle donne.
Con questo mio intervento vorrei proporre che in un prossimo futuro la città di Bologna intitoli una piazza, o giardino pubblico o strada in memoria delle sorelle Mirabal. In tale occasione potrebbe essere di grande emozione e simbolicamente significativo invitare Belgica Mirabal , l’unica sorella, ancora in vita, delle “farfalle”.

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