Il 19-20 novembre si è tenuto all’I.I.S. Aldini Valeriani/Sirani, nell’ambito dei seminari nazionali di approfondimento culturale sul riordino dei Licei, quello sul Liceo delle Scienze Umane e sulla opzione prevista Economico Sociale.

Riportiamo alcuni  stralci  del dibattito e degli interventi che hanno animato il seminario.

La documentazione su questo nuovo liceo è consultabile al seguente indirizzo:

http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=riforma&id_m=7789&id_cnt=7849

 

 Osservazioni e rilievi generali

a cura di Elio Parisi

Riportiamo alcune parti della sintesi  sui rilievi e sulle considerazioni relative al Liceo delle Scienze Umane e alla opzione Economico Sociale.La sintesi completa può essere letta  nel sito  di Passaggi: http://www.scienzesocialiweb.it/bologna1109report

 La maggior parte [degli interventi sono stati] dedicati ad una rivisitazione dei quadri orari, in particolare di quello delle Scienze Umane, che appare al momento assolutamente poco caratterizzato in particolare al biennio. L’orientamento emerso, anche nei lavori di gruppo del giorno dopo, molti dei quali dedicati sempre ai quadri orario, è quello di eliminare la seconda lingua straniera (“meglio una sola lingua fatta bene, che due fatte male”) a favore del complesso delle discipline di indirizzo delle Scienze umane e del Diritto ed Economia.

Rilevante l’intervento del prof. Zamagni, docente di Economia Politica dell’Università di Bologna, che ha sostenuto la necessità di declinare l’Economia come ‘Economia Politica’, all’interno dell’insieme delle Scienze Sociali, e assolutamente non come ‘Economia Aziendale’.
In tal senso si deve dire però che il quadro orario dell’opzione economico-sociale, a differenza di quello delle Scienze Umane, è stato generalmente considerato un “gioiellino” da non toccare.

Altra modifica attuabile è apparsa quella relativa a lasciare l’opzione Musica/Arte in tutto il quinquennio, come già si fa adesso differenziando le sezioni

L’intervento di Anna Maria Di Falco, Dirigente del Liceo “G. Turrisi Colonna “ di Catania, scuola polo della rete Arethusa, con la funzione di coordinamento regionale dei Licei delle Scienze Sociali e Pedagogici della Sicilia, ha focalizzato l’attenzione sulla debolezza dell’identità del Liceo delle Scienze Umane in quanto il suo impianto risulta poco caratterizzato nelle materie di indirizzo e parcellizzato in discipline che, per l’esiguo numero di ore nel quinquennio, poco potrebbero incidere sulla formazione degli studenti.


L’insegnamento di Economia e Diritto

di Enrico Castrovilli

Riportiamo una parte dell’intervento tenuto dal professor Enrico Castrovilli, Presidente dell’ Associazione Europea per l’Educazione Economica AEEE-Italia, che ha delineato le caratteristiche che dovrebbe assumere l’insegnamento dell’economia nel Liceo Economico Sociale.

L’intervento nella sua interezza può essere letto nel sito dell’ AEEE: www.aeeeitalia.it

 Il contesto istituzionale

Le normative, studi, ricerche, iniziative in merito alle conoscenze economiche sono sempre più numerosi. Le istituzioni comunitarie (con la Raccomandazione del Parlamento europeo del dicembre 2006 che inserisce tra le competenze chiave per l’apprendimento permanente quelle “sociali e civiche”), italiane (con la competenza di “riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio-economico” presente nell’asse storico-sociale definito al termine dell’obbligo di istruzione dal DM dell’agosto del 2007), l’OCSE (con la Raccomandazione del giugno del 2009 sulle competenze funzionali finanziarie) sollecitano una migliore cultura economica dei cittadini a partire dagli anni scolari e la riduzione delle asimmetrie informative in campo finanziario, che tanto dannose si sono rivelate per il buon funzionamento dei mercati e la tutela del risparmio dei cittadini.

[…]

Ma, potrebbe argomentare qualcuno, non basta che quasi il 40% degli studenti frequentino corsi universitari di carattere sociale, quali economia, giurisprudenza, sociologia, scienze politiche, antropologia, psicologia, statistica e così via, per colmare le lacune di cultura economica, giuridica e sociale della scuola e della società italiana?

No, non basta. Gli studi universitari sono principalmente studi interessati a determinare il progetto professionale e di vita. Occorre invece che cultura, valori e principi disinteressati siano forniti dalla formazione scolastica di base e generalista.

[…]

Ragionamenti molto simili possono essere riferiti alle questioni della legalità, del rispetto dei principi giuridici che animano le società moderne, della conoscenza della Costituzione repubblicana. Anche la scienza delle regole è bene che venga sviluppata dai corsi scolastici generalisti liceali.

 Quale economia per il liceo?

Quale economia allora, quale concezione di scienze sociali è in grado di delineare nitidamente i caratteri di un Liceo economico e sociale?

  1. L’economia politica è dall’etimologia greca la scienza che estende i principi della buona gestione della casa alla polis, nasce dalla filosofia greca come scienza capace di abbracciare tanto la sfera privata della vita che quella pubblica. Nei tempi moderni l’economia si è sempre più fortemente intrecciata con i principi filosofici, i maggiori economisti sono spesso anche filosofi, matematici, psicologi, statistici, studiosi di etica. Gli economisti hanno spesso avuto una vocazione di scienziati di frontiera.
  2.  Le scelte nell’uso delle risorse hanno accompagnato la storia e i principi della vita dell’uomo nel corso dei secoli. L’idea di economia per l’opzione economico-sociale deve quindi avere un forte afflato storico e filosofico. Al contrario intendere le scienze sociali come scienze della sola contemporaneità rischia di restringere sul presente e sul contingente l’orizzonte conoscitivo dei giovani, indebolendo il dinamismo sociale di cui necessita la società italiana. Gli studi della letteratura e dell’arte possono ben collegarsi dal punto di vista storico ai fenomeni economici e sociali. La metodologia Clil dà ottimi risultati per l’apertura che offre al mondo della globalizzazione.
  3.  Altro pilastro decisivo per l’economia e le scienze sociali è quello quantitativo. E’ infatti indispensabile che lo studio dell’economia non sia limitato ai principi o alle teorie, ma che le teorie siano anche basate sui fatti. Occorre un’idea empirica e sociale dell’economia, basata sull’analisi di dati quantitativi riferiti ai fenomeni delle società complesse. […]Quindi l’analisi matematica nell’Opzione economico-sociale deve occupare un posto di riguardo. Ma occorre inoltre uno spazio adeguato per la statistica, il calcolo probabilistico e finanziario, dato che i tempi del rischio e dell’incertezza nelle cose umane hanno bisogno per essere interpretati di adeguati strumenti di calcolo.I rapporti con le Scienze naturali e la Fisica potranno completare l’Opzione con il riferimento agli aspetti scientifici. L’intreccio della Fisica con le questioni dell’uso delle tecnologie, la sua natura necessariamente sperimentale, i campi di indagine rivolti allo studio della materia, dell’energia e dell’entropia, la necessità di conoscenze matematiche complesse rendono la Fisica idonea agli anni terminali del liceo.
  4. I rapporti con le Scienze naturali e la Fisica potranno completare l’Opzione con il riferimento agli aspetti scientifici. L’intreccio della Fisica con le questioni dell’uso delle tecnologie, la sua natura necessariamente sperimentale, i campi di indagine rivolti allo studio della materia, dell’energia e dell’entropia, la necessità di conoscenze matematiche complesse rendono la Fisica idonea agli anni terminali del liceo.

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