Premessa

 La prova d’ingresso SSIS non dovrebbe essere prevalentemente basata su test a crocette a carattere contenutistico (forma di verifica sconsigliata nella realtà scolastica praticamente da tutti i docenti) sull’intero scibile umano, bensì incentrarsi su test e colloqui che valutino la predisposizione all’insegnamento dei candidati.

Proposte

A) Una lista di libri fondamentali condivisa  da tutti i docenti verrà consegnata allo specializzando almeno un mese prima dell’inizio delle lezioni. Questo canone costituirà il corpus di nozioni teoriche comuni su cui si potrà discutere a lezione con la certezza di parlare di cose note (senza dover ripetere alcuni testi ad ogni esame, magari a scapito di altri dotati di profilo meno generale). Questo corpus o canone andrà a costituire la maggioranza dell’intera bibliografia affrontata nell’anno di SSIS. Per avere una lista il più aggiornata possibile, non sarebbe male anche lasciare un certo spazio alle proposte degli studenti.

B) Da subito le lezioni dovranno comprendere ore di osservazione nelle classi di una scuola secondaria (preferibilmente proprio in quelle dove l’insegnante applica i metodi insegnati), in modo da poter immediatamente saggiare la declinabilità pratica di quanto esposto a lezione.

C) Periodici incontri tra allievi SSIS: si tratterà di tavole rotonde a frequenza volontaria, in cui confrontare le prime esperienze di insegnamento ed i primi problemi. A queste tavole rotonde sarà presente almeno un professore SSIS per rispondere alle eventuali domande, che dovranno trattare questioni pratiche e didattiche.

D) Va da sé che solo chi insegna nelle scuole secondarie potrà essere professore SSIS: nessun professore esclusivamente universitario dovrà insegnare alla SSIS. Saranno però possibili singoli interventi di esperti universitari riguardo a tematiche specifiche.

E) Il tirocinio attivo comincerà già dopo il primo mese. Questa fretta di scendere subito “sul campo” è maggiormente comprensibile se si considera che il tirocinio in classe, costituito dall’osservazione e dalla realizzazione di un progetto da parte dello specializzando (soprattutto se questi viene effettivamente guidato da un tutor) è probabilmente il modo di formazione più proficuo, quello maggiormente in grado di fornire nuovi – reali – stimoli alla riflessione.

F) Almeno un professore (sempre delle scuole secondarie) proveniente dall’estero. Questi presenterà anche il proprio sistema scolastico, oltre a tenere un normale corso (in inglese o francese o tedesco o spagnolo) secondo le sue competenze.

G) La SSIS organizzerà scambi volontari di tirocinanti (della durata di un mese) tra l’Italia ed i paesi UE, dimostrando l’effettiva esistenza di una possibilità di scambio culturale europeo capace di andar oltre quello, ormai collaudatissima, di natura economica.

H) Per questi due ultimi motivi in particolare, la SSIS includerà anche un vero esame di lingua straniera, con un corso plurilivello prima dell’esame. Il corso è a frequenza non obbligatoria, ma l’esame non sarà affatto una formalità, cosa che permetterà di essere certi di avere un corpo docente in grado di realizzare un progetto europeo.

I) Nel piano di studi, che sarà fortemente improntato alla prassi e soprattutto alla riflessione sulla prassi, troveranno posto anche materie quali un corso che insegni come partecipare ai progetti di scambio e partenariato banditi dall’UE, arricchimento imprescindibile per far sì che i futuri insegnanti siano in grado di operare in un’ottica effettivamente (e non solo a parole) europea.

L) Sul sito della SSIS esisterà un’area in cui i docenti dovranno obbligatoriamente inserire e rendere scaricabile ogni materiale cartaceo presentato a lezione, cosa che permetterà di avere (o, almeno, di sperare di avere)  dei docenti SSIS in grado di usare i nuovi mezzi di comunicazione, tanto spesso menzionati a lezione, e di costituire un utile archivio facilmente consultabile e sempre aggiornato a disposizione.

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IX Ciclo ssis – indirizzo linguistico-letterario.

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