…e all’illustre segue un mini dibattito. Una ragazza chiede strategie per insegnare. E qui casca “l’asino”(absit iniuria verbo): il quale si permette di dire che è “meglio sapere bene e insegnare male che insegnare bene e sapere male”. E lo applaudono anche! Io non sono capace di intervenire, borbotto coi miei vicini, e poi sulla strada del ritorno, ma mi rode davvero che nessuno abbia ribattuto.
Passo da mia mamma, vecchia maestra, e infine in autobus ecco che mi vengono le parole giuste, quelle che avrei potuto dire lì…
…il senso del sapere per insegnare che è una cosa a sé, quel “meglio…” che non sta da nessuna parte, quella freccia che torna su se stessa, il lavoro di formazione di anni vanificato da una sentenza “ex cathedra”…
…ma a che serve se non mi sono alzata, se non ho chiarito subito?

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