Il laboratorio di Lingua italiana è stato attivato per persone giovani e adulte che, dopo la scuola dell’obbligo, leggono poco perché non trovano testi informativi adeguati alle loro reali capacità linguistiche e cognitive, per studenti stranieri che seguono corsi di lingua italiana di livello iniziale,  per stranieri extracomunitari che hanno poca familiarità con la lingua italiana, soprattutto scritta; per ragazzi italiani della scuola dell’obbligo che hanno difficoltà di comprensione dei testi, soprattutto scritti. Il progetto   si è attivato nelle fasi di lettura, analisi e commento di testi di vario tipo, narrativi, poetici, stralci tratti dai  classici, brani della tradizione popolare, racconti, filastrocche, autobiografie, fiabe favole e leggende…           (Angela Rigamo)

L’IMMIGRAZIONE VISTA DAI MIGRANTI

Sono venuta in Italia cinque anni fa e ancora oggi ogni tanto ho difficoltà a leggere libri, giornali a capire l’italiano.

Ho saputo che alla scuola….. c’era un corso di lingua italiana. Sono andata ad informarmi.

Mi sono sentita come una bambina però è stato  molto interessante conoscere un’altra lingua da zero.Volevo imparare l’italiano bene, parlare con tutti per sentirmi rispettata.

Con i docenti è stato molto facile. Passo per passo  hanno spiegato come imparare la lingua con facilità e con passione. Il corso è diventato come un piccolo gioco.

.Ho acquistato fiducia in me stessa e negli altri.

Ho imparato a scrivere e leggere con una certa abilità.

Per tutte le cose purtroppo c’è sempre la fine.

Oggi mi sento un po’ triste ma felice.

Vorrei dire grazie, grazie mille alle professoresse,per avermi insegnato tante cose buone.Un grosso bacio a tutte e due.

Iryna, S. Pietroburgo


Il fenomeno dell’emigrazione è un dato antico che colpisce  tutti i paesi poveri molto popolati e colpiti da una guerra e se non è vissuta è molti difficile da capire , si può solo immaginarlo.

Gli emigrati sognano di avere giorno per giorno come fare per andare avanti a svolgere un’attività che può migliorare il loro avvenire e non pensano alle conseguenze, ai modi di vivere, alla mentalità, al comportamento di tutte e persone che possono incontrare.

Tutti i giorni la televisione, il cinema ci danno modelli di vita diversi da  è un’ illusione e senza saperlo queste persone rischiano tutto .

Anch’io sono un emigrato , ma la mia esperienza non è stata molto negativa.

E’ difficile parlare della propria esperienza di emigrazione.

Io provengo da una famiglia serena, si  va nelle risaie, in campagna, e facevamo un po’ di tutto.

Ad un certo momento io ed un’altra ragazza siamo state affidate ad una congregazione di suore che ci ha portate in Francia, in un istituto dove abbiamo incontrato un’accoglienza familiare ma anche tante sorprese amare.

Nonostante tutto questa esperienza è stata per me fonte di ricchezza perché ho trovato delle brave persone su cui contare e mi ha fatto anche maturare ed ha costruito il mio carattere rendendolo più forte perché sono una persona troppo sensibile.

Sono venuta in Italia più volte in vacanza, e qui,tramite degli amici, ho conosciuto il mio attuale marito ed ho deciso di stabilirmi qui.

Ho raccontato in breve la mia esperienza di emigrata, purtroppo non è per tutti così.

Gli emigrati, con i loro problemi umani e con il loro diverso modo di vivere dovuti a storie diverse a tradizioni spesso incomprensibili agli abitanti di altri regioni trovano spesso difficoltà ad inserirsi dove sono arrivati spinti dalla speranza di trovare una vita più facile e un lavoro ma vengono il più delle volte cacciati e respinti.

Vanno in cerca di condizioni di vita migliori , fuori dai loro paesi, molti di loro si adattano ai lavori più umili, altri si danno ai lavori poco onesti: prostituzione, spaccio di droga, delinquenza…

Secondo il mio punto di vista , anche da persona che ha vissuto questa esperienza , bisogna vivere con queste persone, comprendere le loro difficoltà, le difficili condizioni di vita spesso rese più tragiche dalla nostalgia del proprio paese d’origine e dalle difficoltà trovate nell’ inserimento nel nuovo ambiente.

Antonia,  Senegal


Fra i tanti problemi che travagliano l’Italia quello dell’immigrazione mi colpisce profondamente perché anch’io provengo da un paese extracomunitario e precisamente dal Messico.

Vivo qui in Italia da 5 anni circa.

Io mi sono trovata bene nella mia esperienza di religiosa che ha dedicato la sua vita al Signore e agli altri.

Ho trovato calore e simpatia negli italiani ma purtroppo non è sempre così per tutti quelli che sono costretti ad abbandonare il loro paese di origine per vivere in una terra straniera.

L’ immigrazione è oggi più che mai un fenomeno socialmente rilevante.

In Italia il fenomeno migratorio ha cominciato con l’arrivo di emigranti, clandestini e non, e costituisce un  problema.

Non bisogna dimenticarsi che anche gli italiani tra il 1861 e gli anni’70 furono costretti ad emigrare all’estero negli Stati Uniti, in Argentina, e più tardi nella Germania occidentale, in Belgio in cerca di fortuna.  Le cronache del tempo ci raccontano degli italiani costretti a vivere nelle baracche accontentandosi di lavori umili e faticosi  non molto diversi da quelli che oggi svolgono gli immigrati italiani.

Bisogna allora pensare ad introdurre questa povera gente regolarmente nel mondo lavorativo , garantendo loro una buona condizione ed un futuro migliore-

E’ necessario inoltre cambiare atteggiamento comportarsi umanamente e civilmente.

Suor Morales, Messico


Il razzismo è sempre esistito, fin dai tempi più antichi.

Per razzismo si intende,partendo dalla divisione dell’umanità in razze superiori ed inferiori , la superiorità di una razza su un’altra.

Questa è un’idea infondata, in quanto biologicamente tutti gli uomini sono uguali.

Spesso, però, noi dimentichiamo questa semplice verità e giudichiamo di una razza inferiore coloro che hanno il colore di pelle, la religione e la lingua diversa dalla nostra.

Un uomo vale perché ha pensieri,  sentimenti, affetti un cuore e una ragione, quindi il colore della pelle non significa niente.

Nella storia purtroppo si sono susseguiti tanti episodi di razzismo:  basti pensare alla”tratta dei neri”che vide deportati come schiavi,dalla propria terra, tanti africani, costretti a lavorare nelle colonie americane.

Fortunatamente la schiavitù venne abolita ma i pregiudizi e malvagità di una parte dell’umanità stentano a scomparire. Durante la seconda guerra mondiale, Hitler, in Germania, attuò la sua terribile politica di sterminio della razza ebraica, basandosi sulla presunta superiorità della razza ariana su tutte le altre. Oggi, a causa di una nuova ondata migratoria verso i paesi occidentali, di persone provenienti dall’Africa del nord, dai paesi extracomunisti(Albania,Romania ecc.) e dalla ex- Jugoslavia la terra si sta trasformando in una società multietnica e ciò ha risollevato gli antichi problemi dell’intolleranza e, in ultimo grado, del razzismo.

Anche in Italia, a causa della sua buona posizione geografica, il fenomeno migratorio ha cominciato a diventare considerevole dai  primi anni’80.

Fino a qualche tempo fa qui non abitavano extracomunitari , ma quando questi sono arrivati gli italiani si sono scoperti razzisti.

Io stessa, non essendo di origine italiana, quando otto anni fa mi sono trasferita qui  con la mia famiglia, ho avuto alcune difficoltà  ad inserirmi.nella società.

I primi tempi sono stati duri perché ho incontrato persone diffidenti e con pregiudizi.

Gli italiani hanno sempre giustificato il loro razzismo dicendo che gli stranieri rubano loro il lavoro ; non è così perché noi extracomunitari non rubiamo il lavoro agli italiani perché accettiamo lavori a basso costo, fuori dal mercato legale e privi di orari prestabiliti.

Bisogna porre fine a questi episodi di intolleranza che non solo umiliano gli stranieri ma degradano la nostra civiltà.

Bisogna invece sviluppare una coscienza di fratellanza e solidarietà e comprendere che ilo contatto e il confronto  tra culture,  religioni e tradizioni diverse costituisce la base di una pacifica convivenza e una fonte di ricchezza per il paese.

Ema, Albania


Fra i tanti problemi che ancora affliggono l’umanità quello che mi colpisce e mi fa riflettere maggiormente è il razzismo.

In tutti i paesi più ricchi arrivano sempre dai paesi meno fortunati uomini, donne, bambini, soprattutto di colore,che sono obbligati ad accettare lavori duri e malsani per sopravvivere e inviare denaro alle famiglie rimaste nel luogo d’ origine.

Sono purtroppo anche male alloggiati , malpagati, malvisti, vittime di un razzismo violento.

Subiscono quotidianamente tutta una sorta di insulti e di umiliazioni.

Titti gli uomini devono lottare contro il razzismo, per affermare i diritti degli uomini  e far trionfare la pace nel mondo.

Viviamo in una società crudele, egoista, che cerca di dividere la gente.

A mio avviso , tutti siamo uguali, senza distinzione di colore, di razza, di nazionalità e abbiamo tutti gli stessi diritti e la stessa dignità.

Svetlana, 16 anni, Russia



Mi chiamo Edonat e sono nato in Albania nel 1993 in una città che si chiama Siutari.Sono arrivato in Italia nel 2004 con la mia famiglia in un paese che si chiama …………, in provincia di Messina. Pensavo che non avrei mai trovato degli amici ma invece è stato tutto molto bello:ho trovato subito degli amici che mi aiutavano a scuola e ad imparare l’italiano. In particolare, il mio migliore amico che si chiama Antonino, stava sempre nel banco con me anche se io non sapevo parlare e non sapevo dire niente, mi ha insegnato a parlare e a scrivere in italiano. Non solo questo ragazzo ma tutti i ragazzi del paese mi hanno accolto bene. Nel 2009 ho provato ad andare al Nord Italia , a Vercelli, era un bel posto, avevano tutto ma non avevano quello che mi hanno dato in Sicilia: il rispetto, un aiuto ed altro, così ho capito che non tutte le persone sono uguali. Nel Nord sono ricchi, hanno tutto ma non hanno la cosa più importante, cioè conoscere il valore dell’amicizia. Qui mi trovo bene come se fossi a casa mia. Non mi è capitato mai di essere discriminato perché sono un albanese. Ho iniziato a lavorare a 12 anni per dare una mano alla mia famiglia, ho fatto tutti i tipi di lavoro: ho raccolto i limoni, ho fatto il pizzaiolo e il frigorista e lavoro ancora. Oggi non lavoro più soltanto per aiutare la mia famiglia ma anche perché ho quasi 18 anni e devo cominciare a fare qualche cosa per il mio futuro,

Edu, 16 anni  Albania


SCRIVI UNA LETTERA AD UNA PERSONA CARA

Mia cara mamma,

ti penso sempre e d oggi ho deciso di scriverti una lettera.

Come stai?

Spero che tu non abbia problemi con la salute, sono molto preoccupata perla tua salute e per quella di papà; vi voglio molto bene, sento molto la vostra mancanza ed ho nostalgia dei giorni trascorsi insieme.

Lo so bene che anche tu hai nostalgia di me e di Paola, ma non possiamo fare niente:così è la vita e per tutto c’è la volontà di Dio.

Tu non devi pensare e soffrire perchè io e Paola ci troviamo bene in Italia.

Io ho un buon lavoro. Con la mia signora andiamo d’accordo e ci vogliamo bene. Lei è senza figli però ha dei parenti, dei nipoti , persone per bene.

Anche con loro andiamo d’accordo e ci vogliamo bene. Sono felice di aver trovato questa rispettata, famosa e numerosa famiglia. Paola frequenta la scuola serale per imparare la lingua italiana e si trova bene perché ha incontrato persone buone ed affettuose. Vorrei che questo anno Paola terminasse la scuola media per frequentare un  istituto superiore per non perdere due anni.

Ho paura infatti che, andando più tardi alla scuola superiore , si potrebbe trovare male con ragazzi molto più piccoli di lei.

Voglio molto bene a mia figlia e così faccio tutto il possibile per farla stare bene.

Vorrei che tu rispondessi bene  a questa lettera per raccontarmi di come vanno le cose.

Così ti saluto e ti bacio

Vira, Ucraina


Caro Marco,

come stai?

Io bene.

E’ da tanto tempo che non ci sentiamo e le tue lettere mi mancano.

Comunque, come va?

A me sono successe molte cose, sia belle che brutte.

Un mese fa Tania è finita all’ospedale per tre giorni, poverina, ma io le sono stato sempre vicino e ora sta bene.

Vorrei raccontarti tutto ma non posso, altrimenti dovrei scrivere un poema!

Ma la novità più grande è che sono tornato a frequentare la scuola, sì, proprio così, mi sto preparando per prendere la terza media.

E’ circa un mesetto che frequento e mi trovo bene, gli insegnanti sono molto gentili e, piano piano, sto imparando, anche se sono un po’ arrugginito, e talvolta mi trovo un po’ in difficoltà.

Spero che, prendendo la terza media, riuscirò a trovare un lavoro migliore.

Oggi come oggi non se ne trova tanto e, con questo euro, l’economia domestica non va per niente bene!

Per adesso lavoro nel bosco; è anche rischioso perché utilizzo la motosega.

Adesso ti saluto, tanti abbracci da me a da tutta la  mia famiglia.

Con affetto

il tuo amico Lorenzo

Lorenzo, Italia



Caro Nais,

come stai?

E’ da tanto tempo che non ci vediamo  e desidero avere tue notizie.

Come va il tuo lavoro? Come ti senti senza di me?

Forse quest’estate tornerò in Tunisia per il matrimonio di mia zia e avremo la possibilità di divertirci  insieme e trascorrere altri giorni da ricordare.

In Italia mi trovo bene.

Di giorno lavoro in una pescheria,dalle 7,00 alle 14,00.

Il pomeriggio frequento la scuola media per il conseguimento della licenza media serale.

I proprietari della pescheria mi trattano bene e mi vogliono bene ed il lavoro non è troppo faticoso. Anche a scuola mi trovo bene. Frequento dalle ore 17,00 alle 20,20.

Ci sono bravi professori che mi vogliono bene e mi incitano bene a studiare per migliorare la mia conoscenza della lingua italiana e superare gli esami di licenza.

Sogno di partire dopo per  Milano e trovare un  buon lavoro in regola.

Come ti ho già detto in Italia mi trovo bene.Desidero solo andare ad abitare in una casa un po’ più grande perché la famiglia è numerosa.

Caro amico mio, ora ti saluto sperando di rivederti presto

Hassen

Hassen, Tunisia


Cara Cristina,

è da tanto tempo che non ci sentiamo e la tua presenza mi manca.

Come stai?

Spero bene per te e anche per la tua famiglia.

Penso spesso al tempo vissuto insieme in  Germania, alle serate trascorse con gli amici, ci divertivamo molto!

Da quando sono qua in Italia (è passato ormai molto tempo) per adattarmi ho passato periodi molto pesanti e difficoltosi, ma,  piano piano mi sto abituando.

Da poco tempo ho un lavoro che mi ha aiutata ad abituarmi qui; svolgo infatti l’attività di assistente in una casa per anziani.

Ora sto bene, non vedo l’ora che venga l’estate,così potrò andare al mare con la mia famiglia.

Cristina, ti scrivo anche per comunicarti che sto frequentando la scuola serale per conseguire la terza media.Adesso che sto affrontando gli esami sono un po’ nervosetta perché  penso di non farcela dato che ho avuto poco tempo per approfondire gli studi.

Ho deciso di riprendere a studiare sia per migliorare le mie conoscenze dell’italiano sia per conseguire un titolo di studio superiore che mi consenta di migliorare o comunque consolidare la mia situazione lavorativa

Mio figlio Fabio ha frequentato con me il corso serale e la sua presenza  è stata un  così come la compagnia di mia cognata Carolina, anch’essa corista.

Le professoresse sono state molto gentili e mi hanno sempre sostenuta: ho avuto dei problemi nello studio legati alla comprensione della lingua italiana, perché, come sai, ho compiuto tutti i miei studi in  Germania.

Cara Cristina, ora ti saluto e spero che risponderai al più presto a questa mia, per raccontarmi un  po’ di te e della tua famiglia.

Saluti e baci a voi tutti anche da parte di mio marito Giuseppe.

La tua cara amica Giovanna

Giovanna, Germania


DESCRIVI UNA PERSONA CARA

Sicuramente tutti abbiamo una persona cara alla quale teniamo molto può  essere il padre, la madre, la zia la nonna o anche un amico stretto.  Personalmente ho diverse persone care tra cui  è mio padre che voglio descrivere.Mio padre ha una statura media, i suoi capelli castani sono lisci e li porta sempre corti a spazzola.

Il volto di mio padre è regolare,  porta sempre i baffi di taglio normale, gli occhi di colore castano-.verde, a mandorla hanno un’espressione penetrante.

L’espressione del suo volto sembra altera ma in realtà non è così, anzi mio padre ha un carattere socievole e gli piace molto conversare.

Nella conversazione è bravo a fare paragoni per illustrare l’argomento che tratta.

Di solito è di umore allegro ma anche riservato.Il suo modo d i vestire è semplice.

Come passatempo ama giocare a carte, soprattutto fare il solitario e gli piace anche incontrarsi con gli amici al solito bar. Un’altra cosa che ha avuto sempre a cuore è tenere un animale da compagnia, soprattutto il cane, ultimamente ha allevato anche due canarini.

Personalmente una cosa che mi piace del suo carattere è che rispetta sulle cose e poi da consigli utili.

Ema, Albania


IMPRESSIONI E SENSAZIONI A FINE CORSO


Frequentando questo corso per stranieri, ho avuto occasione di conoscere tante cose importanti che mi possono aiutare per vivere in un nuovo paese,adesso e anche in futuro.

Comunque ho imparato come è fatta l’Italia , come è suddivisa, la forma di organizzazione e di amministrazione usando la carta politica e leggendo i libri che descrivono in un modo giusto questo paese.

Poi, ho imparato a scrivere una lettera, compilare un formulario per ufficio postale ecc.

I rapporti interpersonali con i corsisti sono di collegialità e anche di rispetto.

Questa esperienza penso che mi possa aiutare moltissimo in futuro, per stabilire rapporti d’amicizia, rapporti di rispetto con altre persone italiane e per lavoro.

Sono contenta di tutto, ho studiato e mi sono trovata benissimo in questa scuola.

Voglio ringraziare i docenti, che sono stati sempre vicini a noi, per  aiutarci a capire tutte le lezioni, per  tutta responsabilità che hanno avuto per noi, dimostrando tanta calma, molta benevolenza e affezione per tutti i corsisti.

Tanti auguri a tutti i professori e molti anni di vita per  insegnare ad altre generazioni!

Le più belle considerazioni del mio cuore!

Doinita Romania

Carissima professoresse,

sono molto grata a voi tutte. Qui ho trovato più che delle sorelle o fratelli , mi avete ascoltato nei miei problemi e siete stati per me come una vera famiglia.

Grazie per la bella accoglienza e per avermi aiutata , siete stati splendidi insegnanti con grande pazienza ci ripetevate le lezioni e vi sono grata per quello che avete  sempre fatto per me.

Grazie ancora di vero cuore

Grazie a voi so di più!

Maria, Italia

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