sogliola

Diversi gradi di difficoltà

Un collega più giovane chiede di incontrarmi..ha la sua prima supplenza annuale in un Istituto Professionale, uno di quelli che richiedono tutta la nostra preparazione… e a volte non basta.

Mentre vado ad incontrarlo, mi aspetto un collega spaventato, scoraggiato e mi preparo le cose che potrei dirgli per sostenerlo, i consigli sul programma, le attività .. .trovo invece un giovane uomo raggiante: i ragazzi sono bravi, un po’ rustici ma sinceri, si affezionano, ti seguono..la scuola è allo sbando, con tre sedi, senza attrezzatura, bisogna portarsi dietro tutto e spostarsi durante la mattinata ma..il lavoro è un piacere, torni a casa e sai di aver fatto qualcosa di buono e vero..

La spiegazione di tanta felicità sta negli anni precedenti: il collega ha lavorato in uno dei famigerati diplomifici che il nostro paese non solo tollera ma incoraggia; per avere il punteggio ha sofferto per un anno in classi che non rispettavano l’orario, con gruppi in cui nessuno studiava, con ragazzi arroganti che sapevano di comprarsi il titolo di studio con i soldi dei genitori e che non avevano alcun rispetto né per lui né per la scuola.

Lui e i colleghi, tutti ovviamente giovani precari, non venivano neppure pagati regolarmente e ancora adesso lui sta cercando di farsi dare il dovuto.. lo scorso anno lui tornava a casa sfinito, entrava a scuola col magone e ne usciva con un senso di nausea che stentava ad andarsene.. quest’anno torna a casa stanco ma pieno di idee per il futuro.

Ecco come si fa ad apprezzare la scuola italiana, nonostante la sensazione di abbandono e i tagli..basta avere provato di peggio.

La Prima e le vacanze di Natale..

Le prime sono sempre interessanti, anzi ogni anno lo sono di più: mano a mano che si alza il numero degli alunni per classe e ( con una progressione inversa e suicida) si abbassa il livello delle abilità in uscita nei gradi precedenti ( un problema di cui si discute in quasi tutta Europa ma che in Italia è particolarmente grave..e del quale non si discute neanche) l’interesse aumenta.

Arrancando arriviamo al giro di boa delle vacanze di Natale, torniamo ed ecco che li troviamo cambiati: alcuni sembrano cresciuti 20 cm, altri hanno coltivato i capelli come piante officinali, a qualcuno è spuntata la barba e forse non se n’è accorto, oppure vuol fare Volverine cominciando dalle basette.

In mezzo a questi qualche bambino, qualche bambinone, qualche fanciulla in fiore, qualcuno che vorrebbe discutere dei fatti di Parigi, altri che pensano solo alla merenda.

L’insegnante entomologo, o etologo, osserva, classifica, sorride specializzandosi in una materia volatile e caduca come nessuna.

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