Le narrazioni, come scrive anche Michèle Petit, nota antropologa francese, nel volume “Elogio della lettura”, presentato in questi giorni (ed edito in Italia da Salani): permettono di dare forma all’esperienza, di attribuirvi significato. Oggi noi stessi siamo chiamati a dare forma alla nostra identità che fino a poco tempo fa era il prodotto di una linea di discendenza familiare e di appartenenza sociale, religiosa, etnica. Una volta superati i riti di passaggio tutti riproducevano, in un modo o nell’altro la vita dei propri genitori. Nelle nostre società in continuo cambiamento, a ciascuno di noi spetta il compito di costruire il senso della propria esistenza. Ecco, allora, che le narrazioni assumono un ruolo del tutto particolare nella scoperta del senso e del significato, nello sviluppo di competenze e nelle conversazioni quotidiane, nelle appartenenze e nella costruzione di identità,  nella scienza e nell’orientamento, nella memoria e nella conoscenza tout court.

Il volume IMPARARE DALLE NARRAZIONI (ed. Unicopli) tenta di fornire, da diversi punti di vista disciplinari, un contributo in questa direzione.

http://www.edizioniunicopli.it/Novita_2010_Aprile.html#b8

Gli autori del volume partecipano alle attività di ricerca e di divulgazione promosse nell’ambito della rassegna biennale sull’orientamento narrativo Le storie siamo noi. Ciascuno ha scelto di affrontare e sviluppare uno specifico argomento vicino ai propri ambiti di ricerca. 
Giuseppe Mantovani, professore di psicologia sociale, e studioso di psicologia culturale, intercultura e analisi del discorso, si è occupato del ruolo della narrazione nella produzione di senso.
Paolo Jedlowski, professore di sociologia dell’Università della Calabria, sociologo della vita quotidiana, ha scritto sulla narrazione di sé nelle conversazioni ordinarie, mentre Giuseppe O. Longo, scrittore e professore di teoria dell’informazione dell’Università di Trieste, ha dedicato un saggio al rapporto tra scienza e narrazione. Il pedagogista Federico Batini (Università di Perugia), a cui si deve la prima elaborazione teorica e la prima sperimentazione dei percorsi di orientamento narrativo, ha preso in analisi il tema delle competenze orientative. Andrea Smorti, professore e preside della Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, studioso del pensiero narrativo, presenta in collaborazione con la psicologa Irene Massetti una ricerca sul rapporto tra memoria e narrazione autobiografica. Infine, nell’ultima parte del volume, gli studiosi di letteratura Natascia Tonelli e Simone Giusti affrontano da due punti di vista molto diversi il significato delle opere letterarie come strumenti di conoscenza di sé e degli altri.


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