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L’arengo del viaggiatore è una rivista nata nell’agosto del 2006 e che propone, ogni volta, un tema, come filo conduttore dei diversi interventi.Nel numero zero così si presentava: “Benvenuto viaggiatore. Benvenuto nel nostro arengo. Luogo d’incontro, di scambio e di leggende. Dismetti gli abiti del viaggio, approfitta del caldo sole estivo, concediti un po’ di riposo e siediti ad ascoltare. Ascolta dei racconti di uomini e donne che non hanno trovato posto nei libri di storia, i sussurri dei grandi e le urla dei piccoli. Ascolta la voce dell’arte e della poesia che si nasconde nei lembi della quotidianità. Ascolta la voce di chi come te si interroga, si arrabbia, ma ancora si commuove. Perché nell’arengo non c’è arte, cultura o politica che non trovi spazio. Perché nell’arengo esiste un posto per chiunque abbia voglia di raccontare e di raccontarsi. Diario di bordo di un viaggio appena iniziato, dove a volte re a volte buffoni, siamo tutti protagonisti.”

Un buon inizio che ha mantenuto le promesse. Per invogliarli ad entrare in questa piazza, sì perché io la immagino come tale, un breve assaggio dell’ultimo numero intitolato: “ I due lati del muro”.

Il muro è come, ovvio, quello di Berlino che, come tutti i muri ha due lati, e quindi può essere raccontato da oriente e da occidente, oppure da un punto di vista storico, del prima e del dopo di cui quel muro è stato spartiacque. Ma il muro è anche metafora per indicare confini, limiti, sbarramenti che ancora sono invalicabili, però può anche diventare specchio e consentire di oltrepassare barriere e… altro ancora.

Ah, stavo quasi per dimenticarmi vi è anche “Itaca”, che è un romanzo a puntate, giunto al tredicesimo capitolo e pure la “Cantina del viaggiatore”: poteva, forse, mancare un luogo dove ristorarsi?

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