Una nuova puntata dei “diari della sogliola” tra sfilata di carnevale e termini illustri.

15 febbraio
È un pezzo ormai che scorrazziamo nel ’700, tra ottimismo, lumi, tolleranza, diritti.
Luca aggrotta le sopracciglia: “Beccaria è difficilino, prof”, io gli dico che questa va nelle sogliole.
Marco rientra ciondolando, io colgo l’occasione per ribadire i miei diritti inalienabili: “Libertà, ricerca della felicità e non vedere le mutande dei miei studenti!”.
Ottengo l’appoggio di gran parte del gruppo.

22 febbraio
Martedì grasso, ci si prepara per la sfilata delle classi, la mia ha scelto come tema il cinema e l’aula è un atelier: sbuffi di tulle viola e corpetti strizzati, tacchi 12 di scarpine di vernice rossa, generose passate di eye liner.
I ragazzi fuori, in corridoio, a sistemarsi: il produttore con i soldi fotocopiati in tasca (“c’è voluta un’ora, prof”), il cameraman, i protagonisti di un film sulle gang americane.
“ Ma Daniel chi sarebbe?” “Lui è il delinquente albanese!…” (risate) “Veramente sarei il delinquente americano… oggi”.
Poi vengono lasciati entrare, mentre le ragazze si danno gli ultimi ritocchi; intercetto un’occhiata di Maurizio che osserva Marina con occhi nuovi. “Notevole!”.
Luca cerca di fare dimenticare la sua presenza. “Divento un pezzo d’arredamento, prof!”
Sono le loro compagne di ogni giorno, anfibi e jeans, giubbotti e borchie, trasformate per un’ora in ballerine del Moulin Rouge… davvero uno spettacolo!

27 febbraio
In biblioteca a toccare, guardare, sfogliare l’Encyclopédie.
Lavorano a coppie, si passano i volumi, cercano di capire le definizioni in francese… cercano Tolérance, Amitié, Liberté, Lumière.
Da Politique arrivano a Machiavelli (“Machiavelli, prof!”), notano che la definizione di Absolutisme non è negativa, poi ritrovano vecchi compagni, Omero, Dante…
I volumi delle illustrazioni passano di mano con attenzione reverenziale ( “Balene, prof!”), studiano le macchine teatrali, i giardini, le tavole del corpo umano, non finirebbero più.
Quando il gruppo si alza e va a prendere gli autobus, Mara e Manuela rimangono a sfogliare le planches fino all’una e mezza: sedute vicine commentano piano, prendono qualche appunto, nella sala c’è una pace antica.

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