Questi adulti impotenti

“A scuola, alle medie come alle superiori, il professore o l’educatore non sembrano più rappresentare un simbolo sufficientemente forte per i giovani: la relazione con l’adulto è infatti percepita ormai come simmetrica. Nel senso che non esistono più una differenza, un’asimmetria, in grado di instaurare automaticamente un’autorità e di costituire al tempo stesso un senso e un contesto propizi alla relazione.” (1)
Mi è sembrato che questa constatazione di perdita di autorevolezza che coinvolge tutto il mondo degli adulti fosse in grado di spiegare, senza dubbio in maniera solo parziale, provvedimenti fra di loro opposti assunti in due paesi diversi, Italia e Inghilterra.
In Italia, si salutano i grembiuli, i voti in condotta ed altro, come ritorno, certo ed automatico, ad un’autorità esistente nel passato e sovvertita nel corso di tempi bui.
In Inghilterra, è notizia di dicembre, una direttiva invita a bandire la matita rossa nella correzione dei compiti degli studenti, quel rosso risulterebbe aggressivo e brutale, tale da traumatizzarli.
Senza dubbio, un’idea di segno opposto, rispetto a quella che si sta attuando nelle scuole italiane. Ma, a me pare, determinata dallo stesso senso di confusione smarrita degli adulti, che dà luogo a comportamenti di segno opposto: da una parte si ricorre a forme di coercizione e dall’altra ad ricerca di consenso, ottenuta con le blandizie.
Entrambe, le direi, espressione d’impotenza.

NOTA
1) M. Benasayag, G. Schmit, L’epoca delle passioni tristi, trad. di E. Missana,Milano, Feltrinelli, 25- 26

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