A. Bajani, Domani niente scuola, Torino, Einaudi, 2008, pp.142, € 12,50

Tre gite scolastiche, due con meta Praga e una Parigi, realizzate da tre classi di liceo, rispettivamente di Torino, Firenze e Palermo.

Un resoconto frutto della decisione dello scrittore Andrea Bajani di buttarsi nella mischia, di ritornare, dopo quindici anni dalla maturità liceale, a scuola per osservare, con occhio complice però, come sono gli odierni adolescenti in un dei momenti che rappresenta un topos dell’esperienza scolastica: la gita.

 Ci spiega che ha scelto questa forma di martirio, con masochistica e consapevole determinazione, “ ….perché non ne potevo più di vedere questa generazione raccontata sempre e soltanto come un branco indistinto di depressi, composto di picchiatori e prostitute in erba” (p.6)

Il risultato è un reportage, frutto di un’osservazione che utilizza, per la messa a fuoco, i ricordi della propria esperienza scolastica. Quello che emerge è un’adolescenza che appare “banale”. L’aggettivo non ha alcun significato negativo, ma vuole indicare che questi adolescenti, rappresentati spesso come antropologicamente distanti e diversi, l’autore li ha scoperti molto simili a quelli di ieri. Vi sono è vero differenze: la principale sembra essere l’estrema disinvoltura nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Forse è giusto dire che è cambiato il mondo che li circonda, compresi gli adulti, genitori e professori, che, però, rimangono nel libro sullo sfondo.

Un racconto ironico, che fa dell’ironia lo strumento per essere accattivante, anche soffermandosi su alcuni episodi come quello di una cena al ristorante.

Un libro leggero, che non cerca neppure di scavare in profondità, ma che riesce a far sorridere.

Di questi tempi, una pausa sorridente sulla scuola è quello che convince alla lettura.

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