Voci del verbo insegnare

Vita liquida

a. j.

(marzo 2007)

Zygmunt Bauman, Vita liquida, trad. di M. Cupellaro, Roma-Bari, Laterza, 2006, pp. XXIIII - 189, € 15.


La "liquidità" è una categoria che il sociologo Bauman utilizza per caratterizzare la società moderna. In questa società "le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure" (p. VII). Questo comporta che anche l’esistenza degli individui che vivono in tali società sia liquida.
La vita è segnata dalla precarietà e dall’incertezza, “dal timore di esser colti alla sprovvista, di non riuscire a tenere il passo di avvenimenti che si muovono velocemente, di rimanere indietro, di non accorgersi delle 'date di scadenza' […] ” (p. VIII)
L’instabilità è un altro tratto caratteristico della società modderna, in quanto questa non ha un inizio e una fine definiti: è una serie di inizi e di fini molto ravvicinati che impongono di non fermarsi, così che l’accelerazione continua diventa una necessità.
“Appiattito in un eterno presente e colmo di ansie di sopravvivenza e di gratificazione” (p. XV), l’individuo, assillato dalla paura di restare indietro e di perdere il treno del progresso, è indotto a cogliere negli oggetti di consumo e nel loro continuo ricambio la conferma del valore da attribuire a se stesso. Dunque la vita dell’individuo nella società moderna appare, nella descrizione di Bauman, contrassegnata dall’insicurezza, dall’incubo dell’eliminazione dalla gara, dalla necessità di essere sempre all’altezza delle richieste di un mercato globale.
Ma il pericolo più grave è rappresentato dal fatto che “la politica democratica non può sopravvivere a lungo di fronte alla passività dei cittadini che si alimenta dell’ignoranza e dell’indifferenza politica. Le libertà dei cittadini non sono beni acquisiti una volta per tutte, non sono al sicuro se rinchiuse in casseforti private. Esse sono piantate e radicate in un suolo socio-politico che richiede di essere concimato quotidianamente ed è destinato ad inaridirsi e sbriciolarsi se non viene coltivato giorno dopo giorno dalle azioni informate di un pubblico competente ed informato." (p. 144).
Si pone dunque il problema di aggiornare continuamente, in una sorta di formazione permanente, anche la "formazione alla cittadinanza." E questa formazione della cittadinanza richiede un’educazione “che affili le armi della critica, 'faccia sentire in colpa la nostra società' e 'smuova le acque' agitando le coscienze umane.” (p. XXIII).

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