Voci del verbo insegnare

Virgole per caso

a. j.

(marzo 2006)

Lynne Truss, Virgole per caso, traduzione di Annalisa Carena, Casale Monferrato (Alessandria), Piemme, 2005 [2003], con una nota di Stefano Bartezzaghi, pp. 219, € 14, 50.


Il sottotitolo, "Tolleranza zero per gli errori di punteggiatura", rafforzato da un punto esclamativo rosso, potrebbe, in verità, distogliere dalla lettura di questo libro, per timore di dover affrontare un tedioso fanatico della punteggiatura; in realtà l'autrice riesce, con inaspettata levità, a condurci tra le regole della punteggiatura, intercalando la presentazione delle stesse con aneddoti, esempi, annotazioni, riferimenti storici.
"La punteggiatura è 'un atto di cortesia volto ad aiutare i lettori a comprendere un articolo senza difficoltà' " (p. 7); senza dubbio si tratta della definizione migliore, che la qualifica in funzione del rispetto per gli altri e che introduce alle ragioni che spingono l'autrice a battersi per un suo uso corretto.
Già la virgola, "un puntino curvo, che nella scrittura segue alcune piccole diramazioni della frase, e nella lettura ci avverte di fermarci a riposare in quel punto, e di riprendere fiato" (p. 43), mostra come, se omessa o posta a casaccio, il significato di una frase possa venir stravolto, oppure perdersi il ritmo, tono e flusso del testo.
Proprio la citazione sulla funzione delle virgole mette un luce una questione controversa: in un elenco la virgola va messa o no prima della e finale?
Secondo la cosiddetta "virgola di Oxford" sì, per me, ma anche per molti altri, no, assolutamente no.
Eppure, la mia certezza ha vacillato di fronte a quest'esempio: "ci dicono di rallentare, prestare attenzione, fare una deviazione, e fermarci". Lynne Truss spiega di aver deciso a favore di quell'ultima virgola prima di "deviazione" perché, omettendola, sembrava "un elenco di tre istruzioni (di cui l'ultima doppia) anziché quattro." (p. 57)
Un consiglio: leggete lentamente, con cura particolare il capitolo che tratta dei due punti e del punto e virgola, un segno, quest'ultimo, alquanto negletto.
Essi sono "le correnti ascensionali che sollevano le nostre frasi a nuove altezze - che ci permettono di fluttuare nell'aria, e di fare il giro della morte, sfidando la legge di gravità - …" (p. 78). Pensate che sia un'esagerazione? Leggete il brano di Virginia Woolf che viene riportato per dimostrare la verità dell'affermazione.
È certo che, prima di leggere questo libro, avevo con la punteggiatura un rapporto abbastanza sereno; ora, invece, virgole, punti, punti e virgole sono diventati fonte di incertezze e di ripensamenti. Questo stato d'animo, però, non mi disturba più di tanto.

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