Voci del verbo insegnare

Un giorno all’anno 1960-2000

m. i.

(dicembre 2006)

Christa Wolf, Un giorno all’anno 1960-2000, trad. di Anita Raja, Roma, e/o, 2006, pp. 578, € 19.


“Come accade la vita? (…) mentre scrivo questa frase, passa del tempo; contemporaneamente inizia – e passa – un minuscolo pezzo della mia vita”.
Fu un giornale moscovita a lanciare la sfida agli scrittori di tutto il mondo: descrivere con la maggior esattezza possibile il proprio 27 settembre. Era il 1960.
Non solo Christa accolse la sfida, ma non riuscì più a smettere. Quarantun “27 settembre”, quarantun giorni comuni, si accumulano in questo libro compatto, pubblicato in Germania tre anni fa e tradotto ora da e/o.
Vediamo la piccola Tinka agitarsi per la festa del quarto compleanno, e poi Christa agitarsi nell’attesa del parto della figlia Tinka divenuta donna; seguiamo la repubblica democratica tedesca trasformarsi in federale, leggiamo nuovi titoli di libri, nuove presentazioni. Questa "misticanza" tra vite, sociale, politica, privata, intellettuale, è un grande fascino del libro, ed anche una caratteristica femminile: il voler far stare tutto, intimo e politico, la ricerca della poesia di Goethe mentre si cuoce il pollo, l’attenzione ai fatti del mondo ma anche l’ascolto del proprio corpo. Tutto ciò in uno stile diretto che fa nettamente percepire – a volte viene anche detto esplicitamente – il piacere di scrivere. E mentre si legge la bella prosa di Christa Wolf e la si confronta con i suoi testi importanti e acuti, "Cassandra", "Medea", i racconti "Sotto i tigli", si prova anche la voglia struggente di fare altrettanto: segnare un giorno all’anno della propria vita, metterlo sulla pagina. Forse l’invidia per una vita piena e consapevole… e invece no, il libro ci indica che ogni nostro giorno qualsiasi è pieno se è consapevole.

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