
Dove fino a pochi mesi fa ci angosciava il degrado, oggi un arioso ingresso sul parco si spalanca verso casa Matteotti: oltre il muro ed il recinto sale il viottolo in pieno trionfo di verde, verso la casa restaurata, tutta bianca, severa e imponente, posta su due piani con ampie finestre scure ed un garbato terrazzino in ferro battuto; l’ala mansardata ha conservato le occhieggianti aperture ogivali e tre grandi camini, propri di architetture nordiche.
Da oggi è promossa a luogo simbolo della comunità di Fratta Polesine, con Villa Badoer e il Sacrario dei martiri carbonari , architrave della sua storia, quale vuole continuare ad essere, fulcro culturale e patrimonio accessibile a tutti: studenti, dottorandi, letterati, politici, amministratori e molti altri ancora…
Il messaggio del comitato scientifico ci rimanda ad antichi riti romani di particolare valore etico e persino spirituale. Il sindaco di Pejo, da dove proveniva la famiglia Matteotti, ha riportato con la sua presenza e con il suo saluto i Penati famigliari (protettori spirituali della casa), nella dimora attuale, segno di profonda intimità e al tempo stesso di continuità; essi sono metaforicamente accolti in qualità di eredi dai presenti di Fratta, di Ferrara, di Bologna, di Rovigo.
La signora Amendola, il Sindaco, le Autorità nazionali, con i loro messaggi di profonda adesione ai valori etico-politici di Giacomo Matteotti, consegnano alla Domus restaurata i Penati Pubblici riconoscendo in essa la casa laica degli italiani, una Camera ove i valori di libertà e democrazia che lo videro alfiere sono ricondotti a perenne civile impegno di riconoscenza e riconoscibilità.
Solo a questo punto nel luogo reso sacro e laico potremo venire a colloquiare con la sua anima e gli racconteremo di questo paese, dell’ Europa che già allora era per lui contesto di programmi politici per la rivoluzione democratica di un movimento operaio e contadino consapevole e responsabile. Faremo qualche riflessione sulla democrazia per riceverne ancora messaggi vitali per il presente ed il futuro: ci risponderà da protagonista della cultura storica nazionale.
Commuove il saluto di Lara Amendola a nome di Pietro “che onorava regolarmente la casa dell’amicizia con i tre figli Giancarlo, Matteo, Isabella Matteotti e in vita si è a lungo e fattivamente impegnato perché l’iter legislativo per la realizzazione della casa-museo affrettasse i tempi”. Commuove che l’iter abbia sofferto della lenta prassi italica, che si siano già spente anche le vite degli stessi tre figli: ma Fratta è tutta qui attenta e fiera, e la comunità di Pejo è con lei.
Ne “La lotta”del 14 agosto 1920, n. 33 - per questa occasione riprodotta in copia anastatica e diffusa agli invitati nella piccola Pieve trecentesca di San Francesco - c’è un forte richiamo al valore civile proprio dell’impegno nelle amministrazioni pubbliche, a firma Giacomo Matteotti.
Matteotti giornalista era autore di severe analisi economiche sui bilanci dei comuni e dello Stato, traduceva nel rapporto diretto con la realtà e con la sua gente le battaglie politiche, con logica sferzante si occupava dal prezzo del pane fino ai sopraprofitti di guerra, dalla riconversione industriale alla politica finanziaria e rendeva accessibili agli uomini delle leghe queste analisi e le conseguenti proposte di intervento. “I bilanci sono strumenti del mestiere per gli amministratori”, e per questo Matteotti scrisse il Manuale per gli amministratori locali ove affrontava temi concreti dalla salute al lavoro, dalle strade alla scuola.
L’auspicio di tutti gli intervenuti dal Sindaco al presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo è che nel Complesso Museale si realizzi un indispensabile centro documentario, ove possa confluire diverso materiale, precedentemente affidato al CISP Turati-Pertini di Firenze, agli archivi di Rovigo e di Ferrara.
Al momento nel Manegium, sede del Museo Etnografico del Polesine, sono ospitati la ricostruzione dell’ufficio di Giacomo Matteotti ed i pannelli che ci raccontano la sua storia attraverso copie di suoi scritti, documenti d’archivio e pagine di giornali. Una sintesi delle sei sezioni e la biografia sono consultabili nel bel sito del museo a cui si rimanda:
L’eredità di Giacomo Matteotti
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