Voci del verbo insegnare

Ragazzi, adulti, lavoratori… : la provincia di Bologna sulla scuola

Voci

(novembre 2004)

Il linguaggio non è dei più accattivanti, e la lettura procede a tratti con fatica. Eppure il programma della Provincia di Bologna sulla scuola e la formazione parla di cose importanti, corpo e sangue dell'esperienza educativa quotidiana - i ragazzi che si perdono, gli adulti che apprendono, il lavoro e i lavori…
Le Voci propongono alcuni stralci di questo programma - come già avevano fatto per la Giunta comunale. Ma notano, anche, che su questi temi si discute poco, o lo si fa solo a porte chiuse e con scarso interesse - che non sia anche per diffidenza? Il programma di mandato 2004-2009 è stato presentato in Consiglio provinciale lo scorso 26 ottobre. Quelle che seguono sono alcune pagine del capitolo su "L’esercizio di cittadinanza attraverso la scuola, la formazione, il lavoro, la cultura".


L’esercizio di cittadinanza attraverso la scuola, la formazione, il lavoro, la cultura 

Istruzione, formazione e lavoro
 
Il principio della centralità della persona "nelle politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro, che garantisce ad ognuno, per tutto l’arco della vita, l’accesso a tutti i gradi dell’istruzione in condizione di pari opportunità, il sostegno per il conseguimento del successo scolastico e formativo e per l’inserimento nel mondo del lavoro", affermato dalla L.R.12/2003, e le politiche attive a sostegno dello sviluppo economico del territorio, costituiscono fondamentali punti di riferimento per il mandato amministrativo che si apre. Questi principi si devono realizzare attraverso l’integrazione delle politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro che con una loro equa e corretta attuazione potranno garantire alcuni fondamentali e irrinunciabili diritti di cittadinanza. L’educazione è veicolo fondamentale delle scelte di una società e delle politiche in favore della pace, dell’integrazione e delle pari opportunità. La Provincia assume il pieno esercizio delle nuove competenze che le sono affidate nella programmazione dell’offerta scolastica e formativa e conferma l’impegno per la costruzione di un efficace sistema pubblico dei servizi del lavoro. Sul fronte delle politiche dell’istruzione e della formazione, assume due priorità: la prima è il diritto all’accesso ed al successo formativo per tutti i giovani, con un’offerta di qualità diffusa su tutto il territorio e attraverso politiche attive per il diritto allo studio ed il sostegno alle fasce più deboli, in particolare agli allievi con disabilità. Il diritto all’istruzione passa anche attraverso la generalizzazione della scuola dell’infanzia e l’ulteriore qualificazione dell’offerta per i bambini e le bambine da 3 a 6 anni. La Provincia di Bologna sostiene, con la propria azione di coordinamento, il ruolo dei Comuni ed interviene a sostegno dei progetti di miglioramento ed innovazione del sistema integrato delle scuole per l’infanzia. In questo contesto è fondamentale promuovere l’autonomia delle Istituzioni scolastiche con servizi di sostegno ai loro progetti di miglioramento e innovazione, monitoraggio e valutazione. La seconda è costituita dalle attività di formazione continua e di "life long learning" per l’adeguamento costante della cultura e delle competenze professionali, a sostegno dell’occupazione qualificata e della competitività del sistema economico provinciale, riconoscendo il ruolo delle imprese come strumento di crescita sociale e territoriale. Nel campo delle politiche del lavoro, dopo la complessa fase di rilevanti modificazioni normative, obiettivo strategico dei Servizi Pubblici per l’Impiego è costituito dal "buon lavoro", attraverso strumenti finalizzati ad innalzare il tasso di attività e a migliorarne la qualità, in termini di maggiore stabilità, più elevati contenuti professionali, lotta ai processi di esclusione dal mercato del lavoro, promozione di pari opportunità non solo di genere. La Legge regionale sul lavoro, di prossima emanazione, consentirà alla Provincia di muoversi in un quadro di regole e relazioni, istituzionali e non, omogeneo e condiviso sul territorio regionale.
(…) 

Ambiti strategici di attività Servizi per gli adolescenti (dai 14 ai 18 anni) 
1) Consolidamento e miglioramento di un’offerta formativa articolata per l’assolvimento del "diritto-dovere all’istruzione e alla formazione" fino a 18 anni attraverso: i "bienni integrati" scuola/formazione professionale che devono assumere specifica rilevanza qualitativa e quantitativa ed estendersi ad un numero significativo di scuole; un sistema di formazione professionale che garantisca il raggiungimento di una qualifica triennale valida a livello nazionale attraverso lo sviluppo dell’intreccio fra sapere teorico ed applicazioni pratiche, conoscenze culturali trasversali, tecnico scientifiche, professionali; il nuovo apprendistato per l’assolvimento dell’obbligo formativo come canale di reale formazione e di crescita, ma anche più vicino alle esigenze delle aziende.

2) Lotta contro la dispersione scolastica e formativa attraverso azioni concertate con enti locali, autonomie scolastiche, enti di formazione professionale, mondo del lavoro e associazionismo, promuovendo anche un utilizzo coordinato delle risorse. In particolare, si punterà allo sviluppo delle attività dei "tutor" dei Centri per l’Impiego, che già seguono gli adolescenti con difficoltà nella costruzione di un proprio percorso formativo ed inserimento lavorativo, al potenziamento della funzione orientativa nella scuola e in tutta la rete di servizi territoriali. 

3) Ricerca di nuovi strumenti di transizione/inserimento lavorativo peculiari per gli adolescenti in difficoltà, che diano l’opportunità di acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro, garantendo loro, e magari incentivando, un possibile ritorno al sistema dell’istruzione/formazione. 

4) Sostegno all’integrazione tra scuola superiore e mondo del lavoro, attraverso programmi di alternanza, stimolando una riflessione sul valore formativo delle esperienze in impresa e qualificandone i percorsi. 

5) Sviluppo dell' "Osservatorio provinciale sulla scolarità", che metterà a disposizione tutti i dati fondamentali sui fenomeni della scolarità utili a combattere la dispersione scolastica.
 
6) Promozione della piena integrazione scolastica e formativa degli alunni con disabilità, attraverso l’attuazione degli Accordi di programma previsti dalla Legge 104/92 e la più equa distribuzione delle risorse previste dalla L.R.26/2001, specie a favore degli adolescenti in condizione di disagio sociale, familiare o personale. 

7) Sviluppo della promozione dell’integrazione scolastica e formativa degli adolescenti stranieri, presenti in numero crescente nel sistema formativo provinciale, anche attraverso la collaborazione col 'Centro di informazione/laboratorio per un’educazione interculturale' insieme al Comune di Bologna, all’Ufficio scolastico regionale ed all’Università. 

8) Consolidamento e sviluppo dei progetti "Ben-essere a scuola" e "Ben-essere nella formazione professionale".

Edilizia scolastica 

(…) Servizi per gli adulti 
1) Sviluppo di politiche attive del lavoro per migliorare i tassi di attività (donne e ultra quarantacinquenni) e della qualità e della sicurezza del lavoro, in linea con gli obiettivi definiti dalla Comunità Europea e della legge regionale sul lavoro, attraverso: Il supporto alla qualificazione e al consolidamento dell’occupazione attraverso strumenti di politica attiva, anche al fine di scongiurare fenomeni di esclusione precoce dal mercato del lavoro. In particolare, sarà promosso un sistema territoriale per l’Educazione permanente fondato sui Centri territoriali permanenti e sulla messa in rete di tutte le risorse (formali e non formali) disponibili per garantire il diritto delle persone alla formazione lungo tutto l’arco della vita; sarà rafforzato il raccordo fra formazione, servizi per l’impiego provinciali e mondo del lavoro attraverso azioni formative rivolte a chi si iscrive negli elenchi dei Centri per l’Impiego provinciali e attraverso l’utilizzo differenziato dei voucher per la formazione. La promozione dell’economia della conoscenza attraverso lo sviluppo di una formazione superiore a contenuti altamente innovativi, indispensabile ad un sistema economico che ha bisogno di nuova linfa per affrontare le sfide di un’economia poco creativa per carenza di ricerca e innovazione e che anche per questo subisce fortemente la competizione di Paesi a basso costo del lavoro. Il consolidamento e la messa a regime di strumenti articolati di inserimento/reinserimento lavorativo dei lavoratori "over 45": orientamento, formazione/riqualificazione, percorsi personalizzati di accompagnamento al lavoro, supporto a creare lavoro autonomo o d’impresa. Il monitoraggio sulle tipologie contrattuali "non stabili" per verificarne i punti di criticità e di distorsione, offrendo una formazione per il rafforzamento delle competenze, lo sviluppo di carriere più solide, il supporto all’imprenditorialità e al lavoro autonomo, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di precarizzazione. Attività di formazione e di verifica sull’efficacia della stessa in materia di prevenzione, protezione e sicurezza sul lavoro e attività di monitoraggio in materia, secondo la normativa regionale. 

2) Attività di formazione continua definita nell’ambito della concertazione provinciale e non prevista dai fondi interprofessionali, individuando le priorità settoriali e di bacino. In questo quadro, si dovranno coordinare le azioni formative sviluppate a livello provinciale dai diversi soggetti pubblici o privati (fondi interprofessionali, agenzie di lavoro interinale, Centri territoriali permanenti, ecc.), per evitare sovrapposizioni o carenze formative, per massimizzare l’efficacia delle risorse messe in campo e per creare una migliore integrazione ed interazione tra le diverse tipologie di offerte formative. 

3) Interventi per la promozione di pari opportunità nell’inserimento nel mercato del lavoro provinciale, attraverso: Attività di supporto all’inserimento lavorativo svolta dall’Ufficio Inserimento Lavorativo disabili e suo progressivo decentramento nei CIP territoriali. Allargamento del protocollo d’intesa stipulato con il Comune di Bologna e l’Azienda Sanitaria alle altre aree territoriali della provincia per facilitare l’inserimento lavorativo delle persone disabili, per integrare risorse, competenze, informazioni ed operare così in modo efficace nel mondo della disabilità. Strumento di lavoro analogo potrà proporsi anche per facilitare l’inserimento lavorativo di altre categorie di persone svantaggiate, utenza sempre più numerosa e dai connotati sempre più complessi. Servizi per immigrati che facilitino inserimenti lavorativi in tempi brevi compatibili con la normativa in vigore, sperimentando laboratori di ricerca attiva e realizzando azioni formative mirate ai profili più richiesti dalle imprese. Supporto all’inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro delle donne e promozione della qualità del lavoro e della crescita professionale, rafforzando le azioni formative, rispetto alle quali saranno analizzati punti di forza e di debolezza di quanto fin qui realizzato.
(…)


Il programma integrale può essere consultato (e "scaricato", 70 pagine in formato .pdf), all'indirizzo
http://www.provincia.bologna.it/mandato/programma/index.html

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