Voci del verbo insegnare

Prova d’esame

a. j.

(maggio 2008)

Per la prima volta, quest’anno, nell’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione, sarà inserita una prova nazionale, elaborata dall’INVALSI, che riguarderà italiano e matematica ad integrazione delle prove scritte, preparate dalle singole Commissioni, previste per tali discipline.
Nessun giudizio è possibile in questa fase, solo alcune domande.

Nella direttiva di gennaio si parla di “progressivo allineamento a standard di carattere nazionale”,
mi chiedo: “Tali standard, che sono prescrittivi (altrimenti che senso avrebbe un accertamento attraverso una prova nazionale), sono già stati chiaramente definiti e sono noti da tempo ai docenti?”
Non posso fare a meno di dubitarne. Se così è, allora le prove riveleranno a posteriori il modo in cui gli insegnanti avrebbero dovuto operare nel corso dell’anno.
Un dubbio, non sarà che la prova nazionale è stata introdotta come una specie di spauracchio per pungolare indirettamente gli insegnanti a seguire determinate modalità didattiche?

La prova dovrebbero servire per elaborare, e si spera che venga fatto, un quadro dei livelli di apprendimento raggiunti in italiano e matematica alla fine del primo ciclo. La necessità di una tale conoscenza è ovvia. Mi domando, però, se si ha un quadro già delineato della situazione dei medesimi alunni in ingresso. Altrimenti, se non si è in grado di fare una comparazione tra situazione iniziale e situazione finale, come sarà possibile predisporre “mirate azioni di stimolo e di sostegno” per accrescere o equiparare i livelli di qualità delle scuole?

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NOTA
La direttiva del 25 gennaio 2008 e la circolare del 14 marzo 2008 sono consultabili, rispettivamente, ai seguenti indirizzi:
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2008/dir16_08.shtml

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2008/cm32_08.shtml

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