Voci del verbo insegnare

L'ultima ora - Adolescenti e scuola

m. i.

(aprile 2006)

Hamelin – note sull’immaginario collettivo – anno cinque, n. 14, novembre 2005, fascicolo “l’ultima ora – adolescenti e scuola”, edizioni BD, Scandiano (RE).


Nel suo simpatico formato a mattonella, con disegni sempre di forte presa, ti aggancia e non ti lascia andare la rivista Hamelin – note sull’immaginario collettivo – quadrimestrale che dal 2000 l’associazione culturale omonima manda in stampa ogni volta con approcci e approdi sorprendenti.
È bello cosa dicono quelli di Hamelin: che si rivolgono a tutti gli interessati al potere salvifico delle storie, mescolando libri, fumetti, illustrazione, cinema per bambini e per ragazzi. Agli adulti, specie a quelli che non si sono mai allontanati dal regno dell’infanzia, offrono percorsi bibliografici appassionanti come viaggi, o come sogni.
Nel recensire questa bella rivista, arrivata al numero 15, ci soffermiamo però stavolta sul numero precedente, il 14, intitolato “l’ultima ora – adolescenti e scuola”, sulla scorta del romanzo di Dufossè (la recensione del romanzo in >finestre>recensioni> n. 16, 24 gennaio 2005), libro estremo per la denuncia dello stato di crisi dell’educazione odierna, messo a confronto con il similare “Il sopravvissuto” di Antonio Scurati. Si parla di fine antropologica del maestro, e dello sguardo adolescente sempre più attratto dalla morte perché vede nell’adulto contraddizioni insanabili e una accettazione passiva del proprio destino. Si analizzano gli schemi saltati, la violenza sociale, l’economia di mercato che uccide l’unicità e sostituisce una piatta orizzontalità ad una sana prospettiva verticale. A partire da questi due romanzi le analisi e le riflessioni, letterarie e sociologiche oltre che pedagogiche, sono acute ed attraenti. Ci sono anche percorsi di lettura per scuole medie e superiori non consueti: uno, benemerito!, sull’alfabeto del silenzio, ed uno sul concetto di struttura, ambivalente quant’altri mai (dalla volontà di strappo al desiderio di contenimento), tra Barthes, Goffman, Fernando Rigon.
E infine tante recensioni e la felicità del segno nelle illustrazioni mai banali.
Insomma, Hamelin ti cattura sempre, ti scruta, scova non solo il bambino che è in noi – troppo facile! – ma l’adultità della nostra infanzia.

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