Una ricerca ampia e approfondita, che fornisce indicazioni utili sulla presenza di alunni stranieri nelle scuole della nostra regione. Le Voci ne segnalano alcuni punti importanti (tutte le citazioni sono tratte dal rapporto conclusivo della ricerca). In fondo al testo, le informazioni necessarie per saperne di più.
Di fronte ai fallimenti dell’integrazione degli stranieri che si sono resi manifesti, recentemente, in Francia e in Inghilterra, questa ricerca acquista una rilevanza ancora maggiore. Riuscire a fotografare lo stato delle cose è fondamentale, non solo per una comprensione di un fenomeno, quello migratorio, che sta assumendo proporzioni sempre più rilevanti anche nella nostra regione, ma anche per definire gli interventi necessari da realizzare. Come viene precisato nel rapporto stesso: “Uno studio sui possibili scenari futuri e sul ruolo della scuola in questo processo consente di meglio definire le potenzialità dell’istituzione scolastica e delineare, di conseguenza, politiche di accoglienza più adeguate.”
L’indagine ha riguardato gli studenti stranieri (per “straniero” si è inteso lo studente con uno o entrambi i genitori nati all’estero) di “seconda generazione” (nati nel paese di destinazione o ivi giunti in tenera età) e di “generazione 1,5” ( che hanno cominciato il processo di socializzazione e la scuola primaria nel paese d’origine, completando la propria istruzione in quello di accoglienza).
Una precisazione: potrebbero sembrare inutili le definizioni sopra riportate, in realtà chiariscono l’ampiezza dei soggetti presi in esame. Ad esempio, la definizione data di straniero indica che, diversamente da altre ricerche, in questa sono stati presi in considerazione anche “figli di quegli immigrati che hanno acquisito (dopo un soggiorno di dieci anni) la cittadinanza italiana, e i figli di coppie in cui uno solo dei genitori è italiano, con l'ulteriore distinzione sui secondi genitori per quanto riguarda la zona di nascita in paesi occidentali o ad alta industrializzazione (Unione Europea, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Usa, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone) e non occidentali.”
Gli aspetti rilevati sono stati i seguenti:
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