Voci del verbo insegnare

L'insostenibile leggerezza dei libri di testo

Maria Rosa Pantè

(febbraio 2010)

Calerà (forse) fra breve la riforma delle superiori, e, come
un'orda barbarica, porterà classi più numerose e meno sicurezza, meno apprendimento; porterà meno ore a scuola e soprattutto meno materie (ad esempio la geografia); porterà però un potenziamento delle discipline scientifiche vista la crisi che tali discipline vivono da sempre nel nostro paese.

Anche se ricordiamo che siamo nell’anno del Sidereus Nuncius di un tal Galileo Galilei di Pisa, scienziato e ottimo scrittore… la solita eccezione italiana.

Infine porterà un anno di obbligo in meno, che vuol dire molte cose, tutte bruttine, secondo me, tra cui la sparizione degli istituti professionali (almeno così si profetizza nella nostra provincia di Vercelli, Piemonte).

Tra tutti i doni mi soffermerei su quello del potenziamento delle materie scientifiche: a tal proposito credo sia interessante osservare come verrà portato avanti questo importante obiettivo, proverò a illustrare il tutto attraverso l’analisi del mutare dei libri di testo.

I libri di testo sono, com’è ovvio, specchio dei molti cambiamenti che avvengono in ogni istituzione scolastica.

I libri di testo, tra le tante funzioni assolte nel tempo,   assecondavano e sostenevano il desiderio dell’Italia mussoliniana di fascistizzare i giovani fin dalla più tenera età. Ma il controllo sui libri di testo viene spesso tentato: ancora oggi:  fino a poco tempo fa si è pensato di rivedere soprattutto i libri si di storia.

Il controllo sui libri di testo è il controllo sulla scuola, il tentativo di orientare comunque gli studenti verso un certo tipo di pensiero e di opinione.

Orientare gli studenti vuol dire orientare il futuro d’una società, è importante sottolinearlo, vuol dire programmare in un certo modo quel che sarà!

La novità di cui scriverei ora è però questa: esiste un nuovo tipo di controllo sui libri di testo, anche se forse controllo non è il termine esatto. Veniamo ai fatti.


Comincia col secondo quadrimestre nelle scuole italiane la sfilata dei rappresentanti di libri di testo. Lavoro non sempre gradevole, fatto di lunghe attese degli insegnanti; di ascolto delle loro lamentele sui libri e non; del bisogno di vendere un prodotto cercando di concedere meno copie omaggio possibile; da qualche anno fatto anche di libri che continuano a cambiare per inseguire i docenti, l’attenzione degli studenti e ovviamente le riforme (innumerevoli, almeno così pare agli insegnanti e ai rappresentanti di libri).

Quest’anno, nel presentare le novità docenti di matematica di un Istituto Tecnico Industriale (uno di quegli istituti che dovrebbe sfornare diplomati di alto livello  di cui abbisogna l’industria italiana… così dicono gli imprenditori orfani di cotali diplomati), il rappresentante mostra un volumetto parlando, per gli ITIS,  di “matematica leggera”.

L’insostenibile leggerezza dell’essere? La leggerezza in confronto alla pesantezza come direbbe Calvino?

No, forse piuttosto il fatto che le case editrici hanno preso atto delle trasformazioni del programma attuate nella riforma delle superiori. Ma allora è questo il propagandato potenziamento delle materie tecnico scientifiche?

Introdurre la matematica (scienza base per tutte le altre) leggera?

Non dico sia solo colpa del ministero della Pubblica (?) Istruzione (o del Tesoro? C’è una certa confusione da qualche anno a questa parte), sicuramente la matematica che si fa oggi negli ITIS è leggera per forza, perché gli allievi non la studiano, non la capiscono, non prestano l’adeguata attenzione.

Piccola digressione: l’attenzione è parola chiave di Simone Weil insegnante; l’attenzione è il requisito necessario insieme alla curiosità di qualsiasi avventura educativa sia dell’insegnare che dell’apprendere, ma è anche la chiave di volta per vivere il più possibile una vita degna d’esser vissuta. Una vita attenta alla vita, io direi.

Torniamo alla leggerezza della matematica, che non è una matematica rigorosa, ma al tempo stesso divertente, e  interessante: no,  è una matematica più facile, meno approfondita, meno ricca


Il controllo sulle menti è in pieno regime, ma non occorrono particolari censure:  basta alleggerire le materie, così anche la materia grigia si alleggerirà senza scandalo politico.(sulla stessa linea è la diminuzione di un anno dell’obbligo scolastico).

Riprendendo alla parabola dei libri di testo.: fino a qualche anno fa in certi ITIS (ne sono testimone) si usavano libri di italiano che oggi non si usano più nemmeno nei licei.

Se sono “scomparsi” forse è perché sono desueti, però c’è anche un altro motivo, un altro tassello. Non sono solo gli studenti che non capiscono, ma ahimé i neo laureati. Cioè i nuovi laureati, alla faccia di master, scuole di perfezionamento, ecc. (tutte a pagamento) non sanno usare gli strumenti didattici per eccellenza, i libri di testo, non li capiscono, non sono attrezzati.

Il problema non sono i neolaureati, che spesso si rendono conto delle loro lacune; non sono nemmeno, del tutto, le università, anche se soprattutto quelle piccole, e  decentrate hanno bisogno di laureare per avere fondi e sopravvivere.

Il problema dei problemi è la mercificazione del sapere, la scuola gestita come un’azienda, la mala gestione, gli sprechi e un insieme di concause interne ed esterne alla scuola che coinvolge troppi fattori, troppi da elencare qui e ora.

Il punto è come si risolve questo problema. Si propone una riforma che non mette in condizione di usare strumenti più completi e complessi, ma semplifica. Al contrario dell’attenzione weiliana, la semplificazione. Ne parlano talvolta i giornali, semplificare tutto, ripeterlo finché non entri nella zucca.

La scuola resiste e resisterà, secondo me, anche alla semplificazione, ma a quale prezzo ora è difficile dirlo. Io che invecchierò sempre di più, però, mi chiedo: chi mi curerà?

Spero di finire nelle mani di alcuni ex studenti eccellenti che anche in Italia esistono, l’importante è che non siano emigrati all’estero per cercare una carriera e un futuro migliori.

invia un commento

torna su