Voci del verbo insegnare

Liberi tutti! Storie sottobanco

m. i.

(dicembre 2006)

Liberi tutti! Storie sottobanco – Scrivere e narrare a scuola, a cura di Claudia Patocchi Pusterla, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2005, pp. 336, € 22.


Insegnare e imparare come sinonimi, come azioni vicendevolmente scambiabili: è la prima idea che questo libro dalla copertina blu cobalto mette in campo. Si tratta di un’antologia di testi di adolescenti, scritti su consegna – sono i “lavori di diploma” per la fine di un percorso scolastico: “l’allievo può avvicinare qualsiasi argomento, nel campo preferito, alla condizione che all’eventuale trattazione teorica sappia affiancare uno sviluppo e un approfondimento personale”.
Ecco un motivo di stupore; mentre in Italia la mente corre alle tesine di maturità, tormento di tanti docenti e altrettanti studenti, e si pensa immediatamente a pratiche di copia-incolla da internet, a rimasticature, ad apoteosi di banalizzazioni, nel Canton Ticino quel lavoro viene agganciato all’identità, in qualche modo a un vero percorso di riconoscimento e per questo risulta altamente vantaggioso. Nell’introduzione si parla di un consulente, un docente, che segue i giovani nella scelta del lavoro, ma che poi conosce bene quanto essi debbano assumere su di sé il rischio.
La seconda idea è mutuata da un pensiero di Dürrenmatt ed è una verità assoluta: “ogni comprensione del sapere rappresenta, per colui che comprende, un atto creativo”. Ecco che questi “lavori di diploma” prendono le forme più originali: diario intimo, forma di romanzo breve, mescolanza di stili, sogni.
“Quel giorno c’era un vento che scuoteva le fronde degli alberi scompostamente ad intermittenza, poi smetteva di colpo e piano ricominciava…” “Mi hanno ucciso. Anche nei momenti peggiori mi uccidevano. Ho sopportato troppo il loro gioco…” “Non era cambiato nulla in quel paese che per mesi avevo percorso a piedi nudi, o almeno così sembrava a me.” Frasi sparse da testi diversi, per non entrare nel gioco perverso della citazione di nomi. Tutti i testi riportati da Claudia, insegnante di riferimento, sono belli e interessanti ed offrono spunti, riflessioni. Sono la “messa in pagina” di una crescita, di un riconoscimento di sé. Come dice il poeta Fabio Posterla: “Così si snoda la strada coi suoi spaventi:/perché il rischio non è nel rischio, il rischio è rischiare/di perdere il sogno, il senso del camminare”.

invia un commento

torna su