M. Venturino, Cosa sognano i pesci rossi, Milano, Mondadori, 2005, pp. 247, € 16,50
Ho letto la recensione che il professor Veronesi ha scritto di questo romanzo di Marco Venturino, direttore di divisione di Anestesia e terapia intensiva dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, e ho deciso di provare a respirare l’odore “che viene fuori dalle zone di confine tra la vita e la morte”, come invita a fare lo stesso autore nella postfazione. È il tentativo di non rimuovere, almeno per una volta, quello che mi spaventa ancora di più della morte stessa.
G. Jervis, Contro il relativismo, Roma-Bari, Laterza, 2005, pp. 174, € 10,00
G. Giorello, Di nessuna chiesa. La libertà del laico, Milano, Raffaello cortina Editore, 2005, pp. 79, € 7, 50
Due libri acquistati lo stesso giorno con il proposito di leggerli l’uno di seguito all’altro.
Il tema affrontato da entrambi è quello del relativismo. Il termine, attualmente, è come una palla fra numerosi contendenti: alcuni la afferrano, altri la respingono. Il girare della palla è così vorticoso che, quasi, non si è più in grado di vederla. Spero in letture in cui ognuno dei due autori, avendo chiarito, preliminarmente, il significato che attribuisce al termine, esponga le proprie convinzioni, argomentandole con una certa pacatezza, anche se con passione. Un aiuto, quindi, ad una riflessione personale maggiormente ponderata.
M. Aime, Sensi di viaggio, Milano, Ponte alle Grazie, 2005, pp. 115, € 9,00
Aime è un antropologo che racconta di viaggi in Scozia, Marocco, Ecuador e molti altri luoghi, per mostrare come sia possibile che il viaggio diventi un’esperienza autentica, abbandonandosi alle sensazioni del corpo e imparando a toccare, sentire, annusare, assaggiare.
Chissà che non possa insegnare a riassaporare anche i luoghi della consuetudine estiva?
P. Levi, Il sistema periodico, Torino, Einaudi, 2005, pp. 263, € 9,50
Questo libro di Levi è stato ripubblicato quest’anno nella collana Tascabili, un motivo in più per leggerlo, per chi, come me, di questo scrittore aveva apprezzato altri testi.
Ventuno elementi chimici come titolo per altrettanti racconti, mi fanno immaginare imprevedibili mescolanze tra chimica e letteratura.
Daj Sijie, Balzac e la Piccola Sarta cinese, Milano, Adelphi, II ediz. 2004, pp. 176, € 7,00
È un libro piccolino che parla di rieducazione, di lettura, di musica, di proiezione di film. Di un violino e di una segreta valigia di libri. I protagonisti sono ragazzi, da quel che ho capito, e il luogo è la Montagna della “Fenice del Cielo” che ha una principessa con le scarpe color rosa pallido…
Ecco cosa mi ha incatenato e me lo farà leggere in un soffio.
Erri De Luca, Alzaia, Milano, Feltrinelli, 2005, € 7,00
L’ho visto che ero già alla cassa: una corda da barca arrotolata sulla copertina, di un improbabile, meraviglioso color indaco. L’ho sfogliato, mentre stavo in fila: un libro-dizionario, fatto per lemmi, in ordine alfabetico; un diario per punti e per appunti; la bella scrittura aforistica che sfiora e punge.
Ho fatto il conto e non avevo abbastanza soldi. L’ho lasciato, ma dalla sua pila ordinata, lo so, mi sta chiamando.
Michel Tournier, Il re degli ontani, Milano Garzanti, 1996, pp. 462, € 10,00
Lo voglio leggere perché me l’ha regalato uno studente. Perché parla di orchi, di nazismo, di massa, di impossibile normalità. Perché è un libro “forte e sgradevole”. Perché l’ho già cominciato, e mi pare di essere entrata in un tunnel scuro da cui non posso uscire...
Kristof Agota, Trilogia della città di K., Torino, Einaudi, 2000, pp. 400 € 9,00
Di questo romanzo parlava a pranzo una collega onnivora riguardo ai libri… una grande lettrice. Che diceva: è da leggere, è un libro duro, acuto, senza aggettivi. Gli editor esulteranno! Ma è anche paragonato a Cent’anni di solitudine, che ancora prende i diciottenni, anche quelli più alieni alla lettura! Bisognerà dunque dar retta alla collega.
Anna Maria Ortese, La lente scura, Milano, Adelphi, 2004, pp. 502, € 24,00
È raro che Ortese deluda. In questo volume – una ristampa con l’aggiunta di alcuni inediti – si trovano scritti di viaggio sull’Italia degli anni cinquanta. Mi aspetto sorprese e malinconici piaceri (e il titolo, poi, vale l’acquisto).
… e poi, desideri di lettura affidati alla memoria:
La chimera di Sebastiano Vassalli – regalato da un’amica di cui mi fido;
La tamburina di Le Carré – ricordo con piacere quanto mi ha catturato La spia che venne dal freddo;
poesie di Pasolini, e non devo spiegare perché;
“qualcosa” di Hannah Arendt - probabilmente La banalità del male sul processo Eichmann – perché è giunto il suo momento;
e i racconti di Salman Rushdie, Harun il mar delle storie, perché li consigliava il maestro Pontremoli.
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