Voci del verbo insegnare

La storia, le storie...

La dimensione storica nell'insegnamento delle discipline

Voci

(ottobre 2004)

ipotesi per un seminario promosso da "Voci del verbo insegnare"  le ragioni del seminario
Nel limbo temporaneo in cui vive attualmente la scuola superiore, è importante, prima che la commissione morattiana sveli quello che ha elaborato, che gli insegnanti avviino una discussione per cercare di stabilire alcuni principi essenziali. Sono principi che possono anche sembrare scontati ed acquisiti, ma che, nell’attuale stato di "evanescenza" e di stravolgimento della funzione della scuola, debbono essere riproposti per giungere, possibilmente, ad una consapevole condivisione.
Per favorire una riflessione non dispersiva, le Voci propongono alcuni punti, perlopiù in forme di tesi e di domande. Gli interventi dei relatori verteranno su questi punti.
Una sintesi delle relazioni e della discussione sarà riportata nel sito delle Voci cinque punti per la discussione
1) la dimensione storica è presente, seppure in forme molto diverse, in ogni attività didattica e in tutte le discipline.
2) nell'insegnamento delle discipline umanistiche prevale tradizionalmente un approccio storico - in particolare nella letteratura e nella filosofia. Questo approccio non può essere stravolto. Ma in che misura la dimensione storica costituisce ancora un elemento imprescindibile nell’apprendimento di questi saperi? Ed è opportuno individuare nuove forme didattiche per trasmettere lo spessore storico delle discipline?
3) nelle discipline scientifiche spesso la dimensione storica non è resa esplicita. Tuttavia ogni insegnante ha una propria visione della storia della disciplina, che pone in connessione - in modo implicito - con la dimensione sistematica della disciplina.
4) in che modo la dimensione storica delle scienze può essere resa esplicita agli studenti? E in particolare: come evitare il rischio che si affermi una visione statica e cumulativa delle nozioni scientifiche, mettendo invece in luce il loro carattere dinamico e contraddittorio? (considerazioni analoghe - fatte le debite differenze, possono essere introdotte anche a proposito delle discipline giuridiche ed economiche e delle scienze sociali).
5) la riflessione sulla storia delle discipline può dare indicazioni utili anche alla didattica della storia - intesa come disciplina a sé stante. Paradossalmente l'insegnamento della storia rischia di ignorare talvolta la dimensione storiografica - si pensi ad esempio al diverso significato assunto nel tempo dalle periodizzazioni, o alla mutevole gerarchia degli eventi storici. In che modo l'insegnante di storia può introdurre una riflessione non occasionale sulla storiografia, sfuggendo così al rischio di una presentazione sistematica e fredda della propria disciplina? le voci degli insegnanti
È opportuno che i relatori chiamati a introdurre la discussione siano insegnanti.
Tra le tante ragioni che ci spingono in questa direzione - non ultima, il voler essere "Voci del verbo insegnare" - una è meritevole di una specifica riflessione.
Abitualmente, gli insegnanti sono chiamati a seminari e convegni per illustrare delle esperienze didattiche. È implicita in questa impostazione l'idea secondo cui gli insegnanti sono considerati come tecnici in grado, se bravi, di tradurre in termini operativi un’elaborazione teorica prodotta da altri specialisti.
Noi crediamo invece che la riflessione teorica, sulla quale innestare il lavoro in classe, sia una componente essenziale della professionalità docente. E che la riflessione didattica sul "come" insegnare non possa essere disgiunta dalla elaborazione teorica sul "cosa" insegnare.
Per questa ragione sottoponiamo le nostre proposte a insegnanti e associazioni interessate all'iniziativa. Contributi, critiche e commenti sono benvenuti. 

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