Rosa Montero, La pazza di casa, Roma, Frassinelli, 2004, pp. 243.
In queste pagine la scrittrice spagnola si mette in cerca, come il compatriota Chisciotte, del meccanismo segreto che muove la creatività letteraria, quella fantasia che santa Teresa di Avila aveva definito "la pazza di casa". Ne deriva una bella e vivace analisi di come per gli scrittori la realtà diventi romanzo, del paradiso che essi inseguono come farfalla per appuntarlo su un foglio, degli sforzi per agguantare e non perdere il proprio demone, il "respiro del mondo". Non si tratta di un manuale, ma piuttosto di una sorta di biografia fantasiosa dello scrittore immaginario, delle sue manie, delle sue paure, del suo modo di essere "straniero a se stesso", di essere perennemente innamorato, di essere bambino. Insomma, "sappiamo che dentro di noi siamo in tanti".
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