Voci del verbo insegnare

La parola e la bomba

a. a.

(giugno 2007)

Hanif Kureishi, La parola e la bomba, Milano, Bompiani, 2006, trad. di Ivan Cotroneo e Alberto Pezzotta, pp. 145, € 10.


Il libro riunisce otto brevi saggi e i brani di due romanzi – un materiale in parte inedito in Italia. Con questi testi l'autore presenta una riflessione su una questione essenziale dell'ultimo ventennio: capire che cosa abbia spinto una larga parte di immigrati di seconda generazione, soprattutto in Gran Bretagna, ad abbandonare lo stile di vita laico e disincantato dei propri genitori per aderire a un credo religioso rigido e autoritario.
Kureishi, scrittore anglo pakistano prolifico e di successo, non è nuovo a questi temi. La sua scrittura è limpida e scorrevole; ma da questa apparente leggerezza emerge il tormento stupito con il quale l'autore racconta tante storie di vita e ne registra i cambiamenti. Si intrecciano così situazioni e personaggi, dalla vita familiare in Pakistan ai dinner party londinesi, passando per scuole islamiche, teatri d'avanguardia, moschee di periferia. Ogni storia è lo spunto per ragionare su processi mentali ed eventi storici – il lascito del colonialismo e il razzismo occidentale, la scomparsa dei conflitti di classe e l'irruzione imprevista dei conflitti razziali e religiosi, la complessa miscela di disobbedienza (nei confronti delle proprie famiglie d'origine) e conformismo (verso i precetti religiosi). E l'intreccio continuo tra narrazione e riflessione genera l'interesse e la vivacità di questo piccolo libro; un libro che non dà risposte certe, ma si sforza sempre di capire il senso di storie così diverse e lontane – "c'erano delle volte in cui, per andare incontro a qualcuno, dovevi sporgerti così tanto oltre lo steccato che finivi per cadere giù." (p. 103)

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