Juno è la protagonista di questa bellissima storia: ragazza sedicenne, ribelle e sarcastica quanto basta, per essere definita “diversa” dalle persone che la circondano. Il film ci ripropone la solita, e peraltro ormai sdoganata, tematica della piccola ed inconsapevole ragazzina che rimane incinta; ma stavolta sembra tutto più familiare: la famiglia, gli amici, la stessa protagonista sono diversi dai soliti personaggi che il piccolo ed il grande schermo ci hanno abituato a conoscere.
Il difficile e quotidiano problema della gravidanza al liceo vengono affrontati, nel film, con una sensibilità e normalità che fanno emergere la parte più vera dell’animo umano adolescenziale. Juno è a conoscenza di non essere pronta per fare la madre, ma sa anche di non voler uccidere il “fagiolo che sta lentamente cucinando”; è così, allora, che decide di darlo in adozione ad una famiglia, all’apparenza, perfetta ma che poi dispenserà sorprese durante tutto il racconto.
L’esperienza erotica che toglie alla protagonista e al compagno di scuola la verginità regala loro un nuovo stile emotivo fatto di responsabilità e neoconsapevolezza che portano ad una lenta e dovuta maturità. La sceneggiatura è impeccabile: coglie esattamente ogni sfaccettatura emotiva della vita, lo fa scostandosi dall’oniricità hollywoodiana e riportando lo spettatore sul piano della presunta realtà. Ogni dettaglio è studiato per conferire al singolo personaggio una caratteristica che ce lo faccia apprezzare: la stravaganza di Juno nell’abbigliamento, la dipendenza del suo ragazzo alle Tic-Tac all’arancia, l’ossessione della matrigna per i cani sono solo alcuni aspetti che ci fanno rapportare la nostra vita a quella della storia narrata, e ce la fanno amare nella sua semplicità (non a caso questo film è valso un premio Oscar, per la sceneggiatura, a Diablo Cody che riesce a far sentire la verità nel suo dolore e nella sua ironia, un dono probabilmente derivato dalla sua precedente attività di spogliarellista).
L’accettazione della gravidanza, la conseguente richiesta di aiuto da parte di Juno alla famiglia e all’amica del cuore e la loro relativa apprensione e comprensione ci fanno capire che non sempre dobbiamo essere soli ad affrontare i problemi che la vita ci pone davanti, ci fa capire che non sempre bisogna ricorrere alla scelta più rapida e indolore per risolvere il dramma della solitudine, che oggi affligge i ragazzi, insomma a volte è bello poter essere aiutati anche se non riusciamo a chiederlo a pieni polmoni.
Non dobbiamo pensare di doverci sempre imbattere in un muro di cemento: è vero che a volte possiamo anche schiantarci, ma la cosa più bella è trovare conforto in qualcuno che ci ama.
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