Voci del verbo insegnare

Insegnanti o premi Nobel?

Rita Chiappini

(maggio 2004)

Rita Chiappini invia anche alle Voci la lettera che le ha provocato l’intervento di Gilberto Corbellini su "Il Sole 24 ore" del 2 maggio 2004, preceduta da un brano di quell'articolo.
L’argomento fin troppo noto - la mancanza nei nuovi programmi dell’evoluzione darwiniana - offre lo spunto per una piccola riflessione sul ruolo degli insegnanti.
Chissà se il giornalista risponderà a Rita?


"Forse non serviva una commissione di autorevoli scienziati (ben due premi Nobel!) per 'dare indicazioni' su come insegnare la teoria dell’evoluzione nel quadro dei principi della nuova riforma della scuola. Meglio docenti esperti di scienze biologiche e aggiornati pedagogisti. La cui competenza, se non merita il Nobel, serve proprio a stabilire, sulla base della valutazione dei risultati di numerose esperienze fatte, come insegnare 'gradualmente' e in rapporto alla maturazione epistemologica dei fanciulli, le scienze della vita inclusa l’evoluzione biologica.
Ma la decisione del Ministro, comunque apprezzabile, avrà, si auspica, la positiva conseguenza di stimolare, anche in Italia, un confronto sull’insegnamento 'scientifico' delle scienze. (…)"
(Gilberto Corbellini, "Con Darwin si comincia a ragionare", in "Il sole 24ore", domenica 2 maggio 2004) 

Gentile Responsabile,
leggendo l'articolo di G.Corbellini (che peraltro condivido) sono stata colpita da un raggio di luce in pieno viso: mi riferisco al passo iniziale in cui l'autore ipotizza che insegnanti esperti siano più di ogni altro in grado di indicare, o quantomeno consigliare, tempi e modalità di insegnamento di grandi tematiche scientifiche (ma anche storiche, letterarie ecc.).
Mi sono sempre scandalizzata del fatto che gli esperti dell'insegnamento, cioè gli insegnanti che da sempre riflettono sui meccanismi interni alla professione, sulle dinamiche in aula e sugli apprendimenti, che ne discutono coi loro studenti e con essi sperimentano e correggono continuamente la pratica educativa, non vengano coinvolti nella progettazione delle riforme riguardanti la scuola.
È evidente che si pensa spesso (o sempre??) ad una scuola "sorda e grigia" della bieca ripetizione, a insegnanti mediocri, demotivati, che hanno fretta di andare a casa a fare un secondo lavoro (con quello che guadagnano!) e che non riflettono mai su loro specifico professionale e forse sono anche un po' ignoranti, seduti di fronte a studenti apatici, o ribelli o soli; studenti con cui nessuno discute e che non discutono tra loro, se non in corridoio e di nascosto, cannatissimi e alieni.
Beh, non è così, o meglio: non è solo così. 

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