Il diario on line di Rita Chiappini continua con il meeting Comenius in Polonia – ragazzi emozionati ed entusiasti, ospiti amichevoli e spiagge ghiacciate, il peso della memoria. Immagini e suggestioni che spingono a riflettere – sulla mancanza di studenti italiani, ad esempio…
5 marzo 2007
Arrivo al meeting Comenius in ritardo, saluti, saluti e cominciamo a lavorare. Più di metà del tavolo è occupato da studenti: si va dai quattordicenni un metro e mezzo scarso, gelati dall’emozione, a Paul, uno e novantatre, 19 anni, rientrato in formazione dopo due anni di lavoro, sorriso aperto ed entusiasta.
Si va dal cappuccino della pelle di Hulio dai tanti cognomi all’incarnato diafano di Pavlina, cognome privo di vocali.
Sopracciglia folte e quasi unite dal Portogallo, pelle trasparente intorno ad occhi baltici, la grinta delle ragazze greche, ciuffi rossi ed inglese perfetto.
Manca la sfumatura italiana, peccato…
6 marzo 2007
I ragazzi presentano i loro lavori: alcuni riescono a mantenere la voce ferma, pochi guardano negli occhi uno del pubblico, alcuni diventano afasici, sussurrano, si immobilizzano; i loro prof li spronano, infilano un termine di aiuto, gli altri sorridono, alla fine applauso. Riconosco ogni meccanismo, ogni strategia, ogni reazione: siamo noi, sono i nostri ragazzi.
Nelle pause si fiondano sui dolci e sul tè, ritrovano la voce, ridacchiano o ciondolano alla James Dean: Igor, detto Legolas, capelli biondo-bianchi lunghi, sguardo dolce-triste, abbigliamento total black, riscuote grande successo tra le ragazze, le greche microscopiche non lo perdono di vista.
7 marzo 2007
Giro di impressioni, per la maggior parte osservazioni banali (i polacchi sono gentili, la città è pulita...) poi tocca a Paul: dice che tutti sono amichevoli, anche per strada, e non se lo aspettava dato che è tedesco e la storia passata è stata orribile.
Penso a questo giovane uomo, ai tanti come lui, al fardello che si portano sulle spalle; penso anche che la Germania ha fatto un buon lavoro con i suoi ragazzi, ha dato loro il fardello e la testa e le spalle per portarlo.
Pomeriggio al castello dei cavalieri Teutonici: quelli erano anni di Crociate, di scontri di civiltà… come oggi.
8 marzo 2007
Baltico azzurro chiaro, spiaggia coperta di ghiaccio, borgo natale di Copernico: nel cortile si formano gruppetti di ragazzi, gli adulti stanno alla larga per non dare fastidio; invece loro si avvicinano, cercano il confronto: questa esperienza è troppo elettrizzante per non suscitare discussioni anche con noi. Paul e Dariuz mi dicono che a volte ci si lamenta, la vita nei loro paesi sembra difficile ma adesso si sentono fortunati di essere europei, io ribatto che l’Europa è il posto migliore per nascere… mi sembra di essere in uno spot dell’Unione Europea, mi aspetto l’inno alla gioia e la bandiera blu con le stelle dietro la mia testa da un momento all’altro.
Poi mi chiedono come mai non ci sono ragazzi italiani con me e la magia finisce.
L’ultima cosa che vedrò della Polonia sarà una riga di oche migratrici nel cielo.
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