Voci del verbo insegnare

Il caso Tapner

a. a.

(novembre 2005)

Victor Hugo, Il caso Tapner, Milano, Medusa, 2005, traduzione e cura di Paolo Fontana, prefazione di Eraldo Affinati, pp. 93, € 10.


Sono riuniti in questo volume tre brevi testi, scritti tra il 1854 e il 1855, nei quali lo scrittore francese ripropone la sua battaglia contro la pena di morte.
Nel primo testo Victor Hugo, esule in un'isola inglese della Manica, rivolge un appello alla popolazione della vicina isola di Guernesey perché si mobiliti contro la condanna a morte di un omicida, Jean-Charles Tapner. La mobilitazione si compie, ma senza effetto. Il giorno successivo alla esecuzione Hugo scrive una lettera a Lord Palmerston, ministro inglese dell'Interno: racconta i dettagli raccapriccianti dell'agonia, e mostra la propria indignazione per quella morte. Infine lo scrittore ha occasione di visitare i luoghi della detenzione e della esecuzione di Tapner e ne presenta una descrizione accurata - la cella, il patibolo, la tomba.
L'interesse del libro è dato dalla capacità di intrecciare l'appello universalistico ai grandi principi - "Ecco la prima di queste verità: non uccidere. E questa verità è assoluta" (p. 24) - con una minuzia descrittiva che da sola suscita orrore - "La corda si era spostata; era sotto il mento; il boia l'ha rimessa sotto l'orecchio…" (p. 48). Su tutto prevale la perorazione appassionata per quella che appare una conquista di civiltà e saggezza: "Tapner e Béasse [un altro condannato] sono dei miserabili; ma i principi provano di più la loro grandezza e la loro bontà quando difendono quegli stessi che la pietà non difende più." (p. 80)
(L'impegno di Hugo contro la pena di morte si è manifestato a più riprese nel corso della sua vita. A ricordarlo, ora, anche la ristampa di un romanzo giovanile, L'ultimo giorno di un condannato a morte, Milano, Roma, Newton Compton, 2005, trad. Maurizio Grasso, pp. 144, € 4).

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