Voci del verbo insegnare

Guida alla formazione del carattere

a. j.

(febbraio 2007)

Salvatore Natoli, Guida alla formazione del carattere, Brescia, Morcelliana, 2006, pp. 93, € 10,00.


Non ci si deve lasciar trarre in inganno dal titolo: non siete di fronte ad uno dei tanti manualucci che contengono ricette per gli usi più vari; questo è un testo di pratica filosofica.
Una pratica della filosofia che si esplica “come una forma di vita”; un “mettersi a servizio di se stessi” (p. 7).
L’autore non vi fornisce un decalogo che, se seguito con solerzia, garantisca un risultato; vi propone qualcosa che non è certamente agevole: di impegnarvi in una riflessione “come lotta per la verità entro cui definire il rapporto di sé con sé, le relazioni con gli altri nell’orizzonte dello stare al mondo” (p. 19). Vi accompagna in questo percorso di formazione, che non ha termine, la voce di alcuni filosofi: Agostino, Seneca, Levinas, Nietzsche ed altri ancora; percorso, il cui andamento a spirale è scandito in quattro momenti: il corpo e la mente; il desiderio e la nascita del soggetto morale; la relazione con gli altri; l’etica come modalità dello stare al mondo.
Forse è il modo in cui la filosofia può rispondere alla richiesta, che emerge oggi, di fornire una cura alle nostre “malattie” esistenziali.
Il problema della formazione del carattere si pone con urgenza; in un mondo che ha perso la sua identità e in cui non vi più un centro cui riferirsi, “ad ogni uomo tocca costruire il proprio destino costituendo il proprio carattere. Ve ne sono le opportunità. Ma è anche possibile dileguarsi nella serie. Per evitare questo è necessario che ogni individuo si ripieghi su di sé, raccolga la propria potenza e nella deriva del mondo si costituisca come punto di resistenza. Ma anche come punto di apertura.” (p. 82)
Per sollecitare questo impegno e per suggellarne il valore, Nietzsche ci dice: “Dipende da noi modellare il nostro temperamento come un giardino. Piantarvi le esperienze, estirparne altre: costruire un tranquillo e bel viale dell’amicizia, conoscere segrete prospettive di silenzio – tenere pronti gli accessi a tutti questi begli angoli del proprio giardino perché non ci venga a mancare quando ne abbiamo bisogno!” (pp. 83-84).

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