domenica 22 ottobre 2017

Rendicontazione sociale

Il primo bilancio sociale della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna –  dovuto alla competenza e alla generosità del dottor Mario Viviani, e al lavoro intelligente e partecipe della direttrice Siriana Suprani insieme allo staff della Fondazione – è una scommessa.

 

Si tratta di realizzare una sorta d’incrocio fra l’affermazione della nostra identità e il convincimento che questa non può essere che relazionale, ovvero non può che passare attraverso il nostro rapporto con gli altri: studiosi, pubblico dei fruitori, amministrazioni pubbliche, privati finanziatori. Ciò significa che la nostra Fondazione non si accontenta più di definirsi da se stessa, di darsi obiettivi e metodi, di proclamare l’autonomia della cultura e la forza di una missione; ma che si misura con l’immagine che la società ha di noi, con i risultati percepiti della nostra azione, e che quindi non solo è disposta a migliorarsi anche attraverso l’interazione con dimensioni esterne ma che considera queste relazioni come non veramente esterne, e anzi costitutive della nostra ragion d’essere e d’operare. C’è bilancio sociale perché c’è consapevolezza che la dimensione sociale è l’essenza della nostra Fondazione, che esistiamo nell’essere percepiti, che agiamo quando interagiamo e quando riusciamo a definire, se non a calcolare, questa interazione.

 

Il bilancio sociale ci aiuta a superare la nostra autopresentazione proprio perché è la sintesi, sempre aperta e sempre in divenire, di queste relazioni. Il che avverrà, auspicabilmente, a partire da questo primo numero, che vuol essere il punto d’inizio, il sasso nello stagno, da cui si propagherà un movimento virtuoso di risposte e di risposte alle risposte. Questa dinamica ci consentirà di metterci non in rapporto top-down rispetto alla città, alla  regione, a tutto l’universo sociale a cui ci rivolgiamo, ma anzi di ricomprendere sistematicamente e permanentemente l’ambiente e le sue reazioni come nostra azione, come nostro problema e come ricchezza comune.         

 

Il bilancio sociale è un indicatore del nostro apporto alla vita civile, della nostra opera in termini non certo economici ma di crescita del capitale sociale e di contributo al fiorire della polis; la decisione di redigere un bilancio sociale è insomma la decisione di valorizzare ulteriormente il nostro lavoro, di mostrarne l’efficacia in modo non celebrativo e unilaterale. Un’efficacia che può e vuole essere, nel nostro caso, un contributo in termini di criticità, di  spirito indagatore, di recupero e di rielaborazione dialogica dello spessore storico e intellettuale della nostra vita associata.   

 

Nel momento in cui le istituzioni culturali private – tale è la nostra Fondazione – si trovano a dovere competere per finanziamenti che la mano pubblica concede dietro valutazioni sempre più rigorose, e in tempi che le spingono sempre più stringentemente a giustificare la propria esistenza e il proprio ruolo con le opere e non solo con i loro tradizionali blasoni, per quanto ricchi possano essere, il bilancio sociale appare insomma un buon modo per prendere le misure al nostro lavoro e alla nostra capacità di stare attivamente nel mondo contemporaneo.

      

L’esordio del nostro bilancio sociale è, infine, la scommessa, che si apre oggi, di una interazione forte e sistematica fra cultura e società, di una crescita comune vissuta alla luce di una sempre più chiara conoscenza e di una sempre maggiore consapevolezza. E’, in definitiva,  una delle forme in cui si articola il nostro contributo a una sempre più avanzata democrazia.

 

Carlo Galli

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Il valore della relazione sociale per gli Istituti Culturali

Lunedì 18 settembre 2017 – ore 15,30 Sala Convegni, Via Mentana 2, Bologna

 

Presentazione del primo Bilancio Sociale della Fondazione, un’occasione di discussione pubblica e di riflessione sull’importanza della rendicontazione sociale in ambito culturale.

 

Presiede e introduce

Carlo Galli, Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna

 

 

Intervengono

Virginio Merola, Sindaco Comune di Bologna

Massimo Mezzetti, Assessore Cultura Regione Emilia-Romagna

Rossana Rummo, Direttore Generale Biblioteche e Istituti culturali MIBACT

Mario Viviani, Comitato scientifico del Gruppo Bilancio Sociale

Daniele Donati, Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna

Angela Vettese, Università Iuav di Venezia

Maria Luisa Parmigiani, Impronta Etica

 

 

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