Giovanni Greco, Davide Monda, Dizionario del malincomico, Sant'Arcangelo, Rusconi, 2004.
Nel gioco di parole del titolo sta la formula magica che rende il libro leggero e pensoso: la raccolta di aforismi, suddivisi per voci come in un dizionario ragionato che sta tra "l'ape latina" e il "dizionario dei luoghi comuni" di Flaubert, gioca sugli accoppiamenti giudiziosi e sulle analogie incongrue, mescolando pensieri profondi, sentenze fulminee, "cocci per pensare". Dichiara di essere nato per il giovanile piacere degli autori di annotare riflessioni e si pone come scopo ironico quello di offrire materiale pronto da dire "nelle diverse occasioni della vita".
Si comincia col Salmo 37 e si finisce con Petrolini: queste le sponde entro cui il libretto vola, o forse danza, ma al tempo stesso scava, oltre le nostre mummificate convinzioni, come dice Roberto Roversi nella sua prefazione, che è a sua volta lucida ed acuta come diamante.
Un libretto che può definirsi a sua volta con un aforisma di Hoffmanstahl (astutamente occultato): "Bisogna nascondere la profondità. Dove? Alla superficie".
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