Voci del verbo insegnare

Divieto a leggere Anna Frank

Lettera aperta al ministro Gelmini

Lella Di Marco

(febbraio 2010)

 La lettura del diario di Anna Frank può turbare i bambini delle elementari ?

Credo proprio di si, come ogni forma di conoscenza “ forte” che aiuta a crescere.  

 

Mio nipote ha nove anni, frequenta la quarta elementare a Bologna , è in una classe  con compagni provenienti da Marocco , Tunisia, Cina , Polonia,ha due splendide insegnanti, dotate di preparazione, abilità didattica, sensibilità nella relazione  e capacità a fornire ai loro allievi  strumenti di conoscenza  per la formazione di una coscienza critica

Sono insegnanti donne che lavorano con passione  per una scuola al servizio dei bambini … il che di questi tempi è un atto di eroismo.  

Hanno preparato gli interventi per il giorno della memoria, riuscendo a trasmettere  ai loro giovani allievi  informazioni reali, passione per la conoscenza in un contesto emozionale indispensabile ad ogni vero apprendimento.

Il bambino è tornato a casa “ turbato” per la Shoah  ma con una grande emozione  e molto spirito critico dicendo che quello che era stato fatto agli ebrei era una cosa bruttissima e che lui da adulto non intenderà continuare a vivere in un Paese che ha fatto le leggi razziali…

Mi ha chiesto dei libri da leggere sull’argomento  per saperne di più.

Mi è sembrato un effetto notevole per un bambino di 9 anni

 Come lui ci sono altri suoi compagni, bambini che maturano in fretta, che capiscono e vogliono conoscere.

Oltre la lettura del  diario di Anna Frank , data la multiculturalità presente ormai nelle scuole,   sarebbe utile  attualizzare l’argomento  anche orientando la conoscenza  verso altri tipi di Shoah,  o l’emarginazione  e la persecuzione  di alcuni  gruppi etnici… ma mai impedendone la conoscenza

 

Come nonna, come cittadina, come ex docente che ha giurato fedeltà alla costituzione italiana nata dalla resistenza per una società libera democratica e antifascista

Sono  estremamente preoccupata

--Per  il degrado delle istituzioni nel nostro  Paese

--Per  il costante tentativo di distruggere la cultura, dalla tradizione molto viva nel nostro Paese e dalla non volontà ad accogliere altre culture  pur ricche e molto vive

--Per l’ignoranza e la scarsa capacità a capire,  di molti dirigenti e rappresentanti politici e delle istituzioni

 

A settanta anni compiuti  non riesco più a tollerare la negazione dei diritti conquistati,  l’ignoranza, il non favorire l’istruzione , ma non sono  pessimista, spero ancora nella intelligenza diffusa di tanti uomini e donne che non gestiscono il potere e che qualcuno-a  possa rinsavire.

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COMMENTO

Pienamente d'accordo con Lella Di Marco.
 Non "impressionare" i nostri ragazzi significa lasciarli in un limbo orrido privo della possibilità di costruirsi strumenti critici di analisi della realtà.
 Per poi ritrovarceli a 20 anni assolutamente decontestualizzati....
 Naturalmente, è sempre la nostra modalità di adulti di riferimento nell'affrontare le questioni a fare la differenza. Lavoriamo su quella.
 
Saluto cordialmente.
 
Alessandra Lazzari
Insegnante, mediatrice culturale e mamma

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