20/5
L’anno sta per finire, chiudiamo con il laboratorio di scrittura: Haiku, stornelli, l’esotismo e la tradizione contando sulle dita.
I miei “vecchi” esperti si buttano a capofitto, i “nuovi” mi guardano perplessi, arrancano sui quinari come su una sterrata piena di buche.
Ognuno legge ad alta voce, gli altri sono pronti: ”E’ corto!”, “mm.. è lungo, sono 6, sono 9”, sistemiamo alla lavagna.
Deborah si gratta i riccioli e poi sfodera due colpi da maestro
La mosca cede
Il posto alla zanzara
Sera vicina
Seduta osservo
Dolce color zaffiro
Preziosa alba
Ha usato Dante come se ormai fosse suo, come se l’avesse sulla punta delle dita, è forse il massimo che si possa chiedere dopo lo studio della Divina Commedia.
E’ la stessa Deborah che in prima sbatteva le porte, che faceva la bulla, che oggi ancora nelle altre ore è arrogante, spesso aggressiva.
E’ il mistero Deborah, uno tra i tanti.
4/06
Siamo ai saluti, guardo il registro, Tzao è di nuovo assente…“Non viene più a scuola prof.”alcuni sono preoccupati, alcuni arrabbiati.
“Non parla”, “Ci ho provato, non parla prof.”, Marina che sembra si sia schiarita i capelli con la varechina, sta con lui seduta sui gradini della piazza il pomeriggio, ma non fa breccia, non c’è verso.
Di sera passo nella piazza, sui gradini li vedo entrambi, sono col gruppo “ peggiore”, il più a rischio.
Mi vedono da lontano, attraversano di corsa per abbracciarmi…Tzao è grande, forte, debole; gli chiedo come sta, gli ricordo che per lui ci sono sempre, sorride; in città si è aperta una mostra di oggetti provenienti dalla Cina, gli dico che voglio andarci con lui, che mi cerchi, mi dice di sì, ma io non ci credo.
15/06/08
Cena con la quinta: nella lunga attesa della pizza i discorsi tornano ai percorsi progettati per l’esame, al tempo che sembra sempre poco (adesso!!), ai giorni del Comenius, agli amici lontani, ai compagni bocciati.
Io cerco di dirottarli sul futuro ma loro li riportano al passato, a questa vita che non vogliono lasciare, che non fa paura, che non ha incognite.
Ci diamo appuntamento in spiaggia e poi all’Università il prossimo anno ma fuori dal ristorante sembrano impastoiati, non si vogliono staccare gli uni dagli altri, perché poi sarà davvero finita.
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