Rosa Matteucci, Cuore di mamma, Milano, Adelphi, 2006, pp. 136, € 9,00.
La protagonista, Luce, ha quarantatré anni, lasciata dal marito, conduce una vita incolore ed é tormentata dai doveri nei confronti della madre.
“Per il fine settimana Luce va sempre a casa di sua madre vecchia. Verso una resa dei conti, il giudizio universale dei vincoli di sangue.” (p. 9) Il rapporto con Ada, questo è il nome della madre, una donna sciatta e gretta anche sul piano emotivo, che ha fatto della solitudine la sua armatura e che vive asserragliata in una casa inospitale, sporca al punto da sembrare quasi vischiosa, si rivela, quindi, fin dall’inizio, come inesorabile costrizione.
Luce sembra aver trovato una soluzione: una badante che la liberi, che ridia serenità alla sua esistenza. Lei “costringerà una volta per tutte la vecchia ad arrendersi, a obbedire. Che sia ristabilita la legge domestica in nome della quiete e dell’ordine.” (p.10)
Luce non potrà realizzare il suo piccolo sogno di serenità, anzi si ritroverà legata in maniera indissolubile alla madre, che un ictus rende totalmente dipendente da lei.
Non solo le protagoniste ma anche gli altri personaggi rivelano esistenze in cui lo squallore è la tonalità prevalente. Squallore che produce, inizialmente, una sensazione di distanza e che si trasforma, ben presto, nella percezione di una familiarità, di una comunanza con la realtà rappresentata, nel suo essere banale, drammatica e, in alcuni momenti, perfino grottesca.
Nel finale di questa vicenda dolorosa e dolente, è come se si aprisse uno spiraglio per Luce, grazie all’incontro fortuito con Fiore, un fornaio, anch’egli segnato da un’esistenza drammatica. Luce e Fiore, due nomi che sembravano del tutto incongrui o frutto dell’ironia dell’autrice, acquistano significato positivo in questo incontro, suggellato dal dono di un filoncino di pane. La protagonista sembra trovare forza e speranza: “capisce che ce la farà da sola ad arrivare fino in fondo: là dove sarà chiamata un giorno per nome lei e non un’altra. Sopporterà ogni prova e se cadrà si rialzerà, ora e per sempre.” ( p. 136)
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