Voci del verbo insegnare

Cultori dell'inutile: cronache di un pomeriggio di filosofia

Rita Chiappini

(ottobre 2004)

Il festival della filosofia, a Modena, in settembre: di quell'appuntamento, Rita Chiappini ci regala qualche immagine vivida e scanzonata - un bel modo per riflettere sulla piacevole "utilità dell'inutile"


a  che serve la filosofia?
Ma... a niente di preciso, certamente a nulla di immediato, di precisamente quantificabile, di acquistabile con carta di credito nè di depositabile su conto numerato alle isole Caiman.
Che bello quindi fare qualcosa di perfettamente inutile come andare, in un sabato pomeriggio rovente di fine estate, ad un festival della Filosofia (l’inutilità eretta a sistema)!
Evidentemente i cultori dell’inutile prosperano, brulicano, si moltiplicano: parcheggiato facilmente, mentre percorri acciottolati risuonanti avvicinandoti al duomo, ti accorgi di entrare a far parte di un fiume sommesso ed elettrizzato di inutili come te, ed in piazza le sedie, moltissime, non bastano e i ragazzi, moltissimi, si siedono per terra, e non solo loro.
Piccole folle si spostano da una sala all’altra, da un incontro all’altro, con un brusio felice , come se lo sciame dei pensieri  riuscisse a produrre onde sonore .
Nella grande piazza, ben tostati da un sole insolente, noi aspettiamo Marc Augé, lo vediamo arrivare, elegante e lieve, così professore, così intellettuale, così inutile da commuoversi, e possiamo ascoltarlo con calma, a due passi da casa, in un sabato italiano, senza l’abbonamento alla pay tv. 

a discutere del mondo?
Il tema del festival era "il mondo", come vedete per nulla velleitario; Augé ha parlato, ad una folla attenta e adorante, di
- Giro del mondo
- L'altro mondo
- Fine del mondo
ricordandoci però subito che "il locale è irriducibile".
La storia dell'Umanità è la storia del giro del mondo fatto in modo inconsapevole, è economica e tecnologica; la globalizzazione, o mondializzazione se vogliamo, è una rete a maglie larghe che copre il pianeta dentro la quale stanno i problemi. Il processo decisionale passa nelle grandi città.
In certe società il concetto di altro mondo non esiste perché tutto è immanenza; tutti stanno nello stesso mondo, uomini e dei, vita e morte. Nei monoteismi invece l'altro mondo è un mondo virtuale che dà senso al mondo reale e oggi, dopo il '700 e la fine delle grandi utopie, si muore ancora in nome di quelle narrazioni.
Oggi abbiamo nuove paure: epidemie, fragilità del pianeta, la scienza ci dà le vertigini spostando continuamente i confini dell'ignoto.
Dobbiamo difendere e diffondere l'istruzione, anche la scienza ha bisogno del "senso dell'altro".
"Nella ricerca di senso è il senso proprio della ricerca"
 
...e scusate se è poco.
 

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