Voci del verbo insegnare

Contro il fanatismo

a. j.

(novembre 2004)

Amos Oz, Contro il fanatismo, Milano, Feltrinelli, 2004, trad. di E. Loewenthal, pp. 80.


A prenderlo fra le mani appare un esile libricino, in realtà è qualitativamente denso e consistente.
È una riflessione pacata, con notazioni ironiche ed autoironiche, con digressioni apparenti, che, in realtà, riescono a rendere quasi palpabili situazioni, atmosfere e idee dell'autore.
Il filo conduttore di queste tre lezioni, tenute all'Università di Tubinga in Germania, è la cura da adottare contro il fanatismo, e non solo quello che alimenta il conflitto tra israeliani e palestinesi - perché "il fanatismo è, disgraziatamente, una componente onnipresente della natura umana; un gene perverso…" (p. 34).
La terapia richiede diverse componenti. Una è l'immaginazione, perché immaginare l'altro "potrebbe servire come parziale, limitata immunità dal fanatismo" (p. 48) Ed in questo senso la letteratura, o almeno parte di essa, può essere molto utile.
Ottimo antidoto è anche il senso dell'umorismo, perché implica "la capacità di ridere di se stessi" (p. 50).
Poi, vi è un esercizio fondamentale: quello del compromesso. Lo scrittore ci ammonisce: "So che questa parola gode di una pessima reputazione nei circoli idealistici d'Europa… Il compromesso è considerato come una mancanza di integrità, di dirittura morale, di consistenza, di onestà. Non nel mio vocabolario. Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c'è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte" (pp. 25-26).

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