Gruppo di ricerca della Fondazione Gramsci Bologna
enrico berlinguer  hillary clinton  rete lilliput a genova 2001

Responsabile scientifico: ANDREA BARAVELLI


Nel corso degli ultimi decenni la ricerca storiografica è andata definendo una serie di percorsi originali, in grado di mettere a fuoco - attraverso domande e strumenti sempre più raffinati - la straordinaria importanza assunta dalle immagini e dalle retoriche comunicative per la costruzione delle identità politiche contemporanee. È divenuta opinione comune, cioè, che la politica non possa più essere studiata senza ricorrere ai linguaggi, alle autorappresentazioni e alle immagini con cui i diversi soggetti della politica pensano se stessi e si raffigurano in rapporto all'esterno. Seguendo il filo di questa constatazione si è andato formando il nostro progetto scientifico, il quale desidera impegnarsi nello studio della propaganda e della comunicazione politica ben sapendo come, al giorno d'oggi, con tale locuzione non ci si possa più esclusivamente riferire all'idea di un'azione coercitiva cinicamente esercitata sulle masse da élites politiche (secondo l'ottica tradizionale del Viol des foules di Serge Tchakotine). Al contrario, associando le parole propaganda e comunicazione noi intendiamo riferirci a un campo di ricerca più ampio e meno definito. Con esso noi desideriamo restituire una valenza attiva al termine propaganda, prendendolo come pretesto per indagare le finalità, i mezzi e le dinamiche di diffusione dei messaggi politici, della costruzione dei loro sistemi di riferimento, della loro capacità di interagire con i diversi "pubblici" politici (trasformandoli, ma anche trasformandosi). Benché nella maggiore parte costituito da storici, il Centro studi si prefigge come obiettivo irrinunciabile quello di analizzare i processi di comunicazione politica attraverso il confronto interdisciplinare. Riteniamo, infatti, che l'esperienza metodologica e problematica maturata da altri saperi costituisca una irrinunciabile base di partenza per una riflessione storica che intenda proporre un modo originale di studiare il tema delle forme del linguaggio, degli strumenti della propaganda e della ricezione del messaggio politico. Se vivissima vuole essere l'attenzione verso l'esterno, uguale vigore si intende adoperare, però, nella ricerca di metodologie, categorie d'analisi e strumenti interpretativi che corrispondano a esigenze e sensibilità propriamente storiche. Un'attenzione particolare, infine, crediamo debba essere rivolta agli "strumenti" attraverso cui i linguaggi si esprimono, allo studio del "funzionamento" di un dato supporto mediatico (e, dunque, al tipo di influenza che esso ha esercitato sul contesto storico-politico) e all'utilizzo (in chiave di narrazione scientifica e didattica) che di tale strumento può essere fatto. La proposta che viene qui fatta si inserisce nel clima di aumentata sensibilità che, in anni recenti, si è sviluppato nel nostro paese e all'estero. Le paure connesse alla capacità di manipolazione dell'opinione pubblica da parte di grandi poli mediatici, la consapevolezza dell'estrema raffinatezza raggiunta dalle tecniche propagandistiche e dall'applicazione del marketing pubblicitario alla dimensione politica, hanno costretto gli storici a porsi un numero sempre crescente di interrogativi. In questo senso possono registrarsi le numerose iniziative volte ad analizzare il ruolo avuto dalle immagini nella costruzione ideale del nemico (Haine et séduction dans l'image politique au Xxe siècle, Colloque international de Chaumont, 16-17 novembre 2001), dalla trasformazione dei linguaggi politici (I Linguaggi della politica nel '900, Università della Tuscia, Colloquio internazionale di Viterbo dell'aprile 2001) o dalla trasformazione delle tecniche della propaganda (Propagande et contre-propragande politique dans l'Italie. 1945-1989, Colloque de Paris, novembre 2001). Nella scia di questa nuova attenzione si pone anche il nostro progetto.