voci del verbo insegnare
dic
2003

Audiovisivi e cinema nella pratica didattica

Una riflessione sull’uso degli audiovisivi nella didattica. Il testo presenta alcune considerazioni introduttive e di metodo – con qualche spunto polemico, come si addice a ogni proposta innovativa.

Il pregiudizio che audiovisivi e cinema costituiscano un diversivo, un “a parte” del patrimonio culturale e dunque di ciò che “è bene fare a scuola” è ancora molto diffuso.

Il fenomeno è particolarmente bizzarro visto che (giusto per stare in tema) da molti decenni i verbi informare, documentare, narrare vengono coniugati nella grammatica del linguaggio audiovisivo forse più che in qualsiasi altra grammatica. Continua »

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dic
2003

IL BENESSERE A SCUOLA (MA ANCHE IL DISAGIO)

Una giornata di discussione e confronto sui temi del benessere e del disagio a scuola: organizzata da Istituzione Minguzzi e Provincia di Bologna, il 28 novembre 2003 nella sala del consiglio provinciale, con numerosi relatori. Le relazioni presentano l’esito di ricerche ed esperienze di lunga data, la discussione comprende molti spunti interessanti.
Le Voci vi dedicano ampio spazio; e, fedeli all’intento di far comunicare una varietà di “toni e timbri diversi”, presentano due resoconti dell’iniziativa. Il primo, evocativo e talvolta allusivo, e attento soprattutto al contributo di Marco Lodoli; il secondo, più disteso e argomentativo, volto a fornire una sintesi per quanto possibile completa dei temi discussi.

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Disagio e benessere

Disagio al mattino, benessere al pomeriggio: tra questi due poli antinomici si è dispiegato il seminario conclusivo delle attività “la comunità che apprende”, tenutosi il 28 novembre 2003.
La curva del disagio si alza nelle parole introduttive di Beatrice Draghetti e di Mariangela Bastico, e nelle relazioni di Maggiolini e Palmonari in ambito di psicologia e psicologia sociale.
Indagini, inchieste, dati, fattori; allarme scuola, insomma. E uso degli slogan: il “Non uno di meno” vorrebbe battere il “Si salvi chi può (chi ha i soldi)” morattiano.

L’insegnante-scrittore. Ed ecco che tra gli attori della scena scolastica compare l’insegnante che con più violenza ha denunciato il disagio di adolescenti e docenti: Marco Lodoli. Quanti insegnanti hanno usato i suoi articoli usciti su Repubblica (quello sul dèmone della facilità, quello sui cervelli dei ragazzi azzerati, dove non si accendono più nemmeno le lucciole!) per farne discussione in classe, per farli reagire, questi benedetti adolescenti: “guardate cosa dicono di voi! Ma non vi indignate?”
Dopo quegli articoli Lodoli teme di aver inaugurato il nuovo mestiere di “disagista”, chiamato in tutta Italia a curare l’acne spirituale dei ragazzi e le rughe pedagogiche dei docenti. Già, perché anche gli insegnanti col disagio non scherzano! In questo gemellati alle loro “vittime”. Continua »

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dic
2003

www.museodelleintolleranze.it

http://www.museodelleintolleranze.it

L’associazione culturale AMIS, costituita a Roma nel 1997, ha creato un “Museo virtuale delle intolleranze e degli stermini” inteso come luogo capace di raccogliere e comunicare la memoria delle sopraffazioni e dei crimini che hanno attraversato la storia fino ai giorni nostri, per condurre a una presa di coscienza della “banalità del male”. Crimini che non rappresentano residui lontani, ma pericoli costanti: violenze, conflitti etnici, terrorismi, violazioni e negazioni dei diritti umani che persistono nel presente.
Nella logica dell’Amis cinque grandi temi sotto “parole chiave” e sette “ricerche” sono state scelte per privilegiare i “luoghi dell’oblio”, argomenti poco indagati o segnati da processi di emarginazione e di rimozione, come la persecuzione dei Rom, degli Armeni, degli omosessuali.
Sito indispensabile dunque per raccogliere informazioni e condurre ricerche su temi non molto frequenti.

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dic
2003

Pedagogia degli affetti

Bruno Rossi, Pedagogia degli affetti, Bari-Roma, Laterza, 2002.

Le sfere del logos e del pathos non possono e non devono essere considerate come entità distinte nel processo educativo-formativo: si intrecciano e l’una non può esistere indipendentemente dall’altra L’insegnante non può prescindere nel suo lavoro da tale “verità” e proprio per questo deve essere autentico, deve saper incontrare, deve saper comprendere, deve saper confermare, deve essere autorevole. Tutti questi aspetti sono trattati dall’autore che cerca in questo libro di definire la figura del docente in relazione alla sfera dell’affettività.

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dic
2003

La fabbrica delle storie

Jerome Bruner, La fabbrica delle storie. Diritto, letteratura, vita, Bari-Roma, Laterza, 2002.

Un libro nato a Bologna a partire da alcune recenti lezioni magistrali dell’emerito professore (nato nel 1915!), il cui fulcro stava nel problema dell’interpretazione dei testi, nell’ambito del diritto (a partire dai nostri antichi glossatori!), della letteratura e dell’autobiografia.
L’interpretazione narrativa è qui intesa come cardine del nostro modo di dare ordine e significato alle cose. I tre tipi di narrazione presi in esame danno forma alle credenze psicologiche spontanee, “popolari”, conferendo significato al mondo umano. È il racconto che lega questi ambiti, è il racconto che indaga il possibile e addirittura contribuisce a modificare la propria vita. Questo è il messaggio del decano degli psicologi americani.

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