(da L’Indice dei libri del mese )
Joan Domènech Francesch, Elogio dell’educazione lenta. Editrice La Scuola, 2011, pag. 182, €9,50.
Quale tempo dedichi trascorri a scuola? Quale tempo dedichi allo studio? Un tempo lento, in cui l’azione determina la durata, o uno accelerato, veloce, in cui l’arco di tempo assegnato contiene e configura l’azione?
Ecco, è tutto qui (ma non è cosa da poco!) il nodo dell’educazione, della formazione e quindi della scuola secondo Joan Domènech Francesch, direttore di una scuola primaria di Barcellona.
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Claudio Giunta, Andrea Fogato
Sirene
Claudio Giunta intervista Andrea Fogato sul sito “Le parole e le cose“.
Qui il link diretto : http://www.leparoleelecose.it/?p=3086
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Ho proposto questo tema con una certa titubanza. Le ragioni della mia esitazione sono principalmente due: prima di tutto si tratta di un argomento che non è certo nuovo nella didattica della disciplina, in secondo luogo temo il giudizio dei dantisti, di fronte a simili tentativi di attualizzazione dei classici e alle forzature inevitabili di tali confronti. Tuttavia ho deciso di presentare questo percorso, perché si tratta di un’esperienza sperimentata in classe, sulla quale ho riflettuto anche in seguito, e come insegnante credo che le cose che funzionano con i ragazzi siano piccole gemme preziose, “ l’anello che tiene” di montaliana memoria da opporre alla rete sfilacciata di un sapere che non sedimenta, che sembra scivolare via nell’indifferenza se non nel rifiuto.
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Maria Rosa Pantè
Contributi
Il 27 gennaio, ormai da oltre un decennio, si commemora la Giornata della Memoria. La Memoria dell’olocausto, che vuol dire bruciare tutto, distruggere tutto. Questo era l’intento dei nazisti: bruciare tutto ciò che fosse difforme, nel corpo, nel modo di pensare, nella razza rispetto ai loro canoni.

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Francesca Matteoni
Finestre
Cari tutti, 
ho aperto da poco un nuovo spazio in rete dedicato alle fiabe, ma con sguardi e prospettive del tutto particolari: ospiterà una fiaba alla settimana raccontata da poeti e scrittori, con le loro proprie sensibilità, ricordi e immaginazioni!
Perché questo luogo?
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