Maria Teresa Martini
Finestre
Rovigo, Palazzo Roverella
Dal 25 febbraio al 24 giugno 2012
Dopo aver gustato Severini, recensito il Simbolismo, ammirato Wildt, per completare e approfondire la conoscenza delle stagioni dell’arte italiana nel periodo ponte fine Ottocento ed inizio Novecento, voglio segnalarvi una mostra significativa e coinvolgente:
“il Divisionismo. la luce del moderno”, che si svolge a Rovigo, in Palazzo Roverella, fino al 24 giugno 2012. L’importante evento espositivo consente di cogliere il pathos innovatore di questa corrente artistica.
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Maria Rosa Pantè
Contributi
La riduzione dei distacchi e dei comandi
“Attualmente circa diecimila insegnanti di ruolo non svolgono la funzione docente nelle scuole per effetto di inidoneità (temporanea o permanente) al servizio (quasi 4.500), distacco presso il Ministero degli Esteri e all’estero (1.000) e altre istituzioni pubbliche e private, comandi presso organi costituzionali e amministrazioni pubbliche (1.250), comandi presso il Ministero (700), classi di concorso in esubero (900), esoneri e aspettative sindacali (1.000). Per ciascuna categoria delle tipologie di distacco e comando è in corso un’analisi degli obiettivi e dei servizi resi. Appare possibile procedere in tempi rapidi al trasferimento del personale inidoneo e in esubero alle funzioni tecniche e amministrative di supporto e/o ad altre amministrazioni pubbliche”.
(dalla Relazione del ministro Giarda sulla Spending Review, 30 aprile 2012)
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Alberto Mandreoli, Chi resta saldo, Epika edizioni 2012
“… Partendo da una intuizione di Herbert Marcuse sulle potenzialità della memoria e i suoi “contenuti sovversivi”, Mandreoli indaga le motivazioni che spinsero degli “uomini comuni”, indottrinati e manipolati, a compiere atti disumani e riconosce come determinante, nella genesi e nell’attuazione del massacro di Monte Sole, il rapporto che intercorse tra gli eventi e la responsabilità personale di ogni “attore”.”
Alle prime luci dell’alba del 29 settembre ‘44 la 16ª divisione ‘Recce Unit’ delle SS e reparti della Wehrmacht,
guidati dai fascisti locali, attuarono uno degli eccidi più barbari avvenuti
nell’ Italia occupata e nel fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale.
Nessuno, a Marzabotto, si aspettava che le truppe tedesche avrebbero colpito così duramente: spogliati della
loro dignità, uomini, donne, anziani e bambini si scontrarono con l’inimmaginabile.
Bisogna ammetterlo: dinanzi a Monte Sole non c’è purtroppo razionalità che tenga. C’è una contraddizione per
la quale pare non vi sia soluzione. Un vuoto, per di più incolmabile. Quale senso dare al non senso? Questo
libro, in punta di piedi, vuole essere un tentativo di comprendere.
PREFAZIONE: Lo studio di Alberto Mandreoli ci spinge ad interrogarci proprio sulle difficoltà, nel caso italiano, di questa assunzione
di responsabilità, sempre essenziale per la riconciliazione tra fazioni opposte di una nazione divisa
dalle tragiche esperienze di una guerra o di una dittatura. Partendo da una intuizione di Herbert Marcuse sulle
potenzialità della memoria e i suoi “contenuti sovversivi”, Mandreoli indaga le motivazioni che spinsero degli
“uomini comuni”, indottrinati e manipolati, a compiere atti disumani e riconosce come determinante, nella
genesi e nell’attuazione del massacro di Monte Sole, il rapporto che intercorse tra gli eventi e la responsabilità
personale di ogni “attore”.
AUTORE: Aberto Mandreoli, nato a Bologna nel 1974, sposato con due figli, vive a Crespellano (Bo).
Si è laureato in Lettere Classiche nel 1999 e in Scienze storiche nel 2011 presso l’Università di Bologna.
Dal 2000 svolge la professione di insegnante di lettere nelle scuole medie superiori. Dal 2006 è di ruolo nella
scuola media statale ‘Graziosi’ a Savignano sul Panaro. (Mo)
Collabora con la casa ed. D’Anna (Fi) come consulente editoriale’
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Martedì 8 maggio 2012 – ore 16.30
Teatro Laboratorio DMS, Via Azzo Gardino 65 Bologna
Organizzato da Collegio Superiore e Istituto Polacco di Roma
in collaborazione con
Centro di Poesia Contemporanea
Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne
A cura di Corinna Rinaldi e Andrea Ceccherelli.
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Tratto da: Internazionale 944, 13 aprile 2012
(…) 
Nell’ideale illuminista l’istruzione è un filo conduttore che gli studenti seguono a modo loro, sviluppando la propria creatività e libertà di pensiero.
L’alternativa, che dobbiamo respingere, è quella del contenitore da riempire di nozioni che, come tutti sappiamo per esperienza, scivolano via facilmente.
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