Sebastiano Brusco, Industriamoci. Capacità di progetto e sviluppo locale, Roma, Donzelli, 2004, pp. 148.
Ci sono cose che si capiscono così poco che "spesso gli studiosi di economia non ci credono"; in questi casi "conviene più narrare una storia che argomentare in termini di teoria". Un'affermazione che riassume bene (p. 31) lo spirito d'indagine di Brusco: economista atipico, attento alle relazioni sociali e politiche e alla storia locale, tanto quanto all'innovazione e alla competitività internazionale; e brillante indagatore di fenomeni che magari sfuggono ad analisi apparentemente rigorose.
Sebastiano Brusco è morto nel 2002; e in questo piccolo libro sono raccolti gli articoli apparsi nel corso di cinque anni nel supplemento economico della "Repubblica". Un ottimo modo per chi, anche senza conoscenze specialistiche, voglia avvicinarsi alla comprensione di fenomeni e processi importanti per la nostra storia nazionale. Si legga ad esempio la storia del barbiere di Monteveglio (ovvero della Beghelli); o quella di Anna S., la donna che esporta pelli, competenze e fiducia… E non si dimentichi quel piccolo gioiello delle "45 ore", l'orario minimo di una casalinga a tempo pieno (e a leggerlo in classe, quest'articolo, quante feroci discussioni - e forse Brusco ne sarebbe stato contento)
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