La raccolta dei periodici socialisti di Luigi Arbizzani è giunta alla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna insieme alla sua biblioteca e all’archivio, depositati per volere della famiglia.
Luigi Arbizzani (1924-2004), partigiano, dirigente politico del Pci studioso dell’antifascismo e della Resistenza, è stato uno dei fondatori del Gramsci nella seconda metà degli anni Sessanta, nonché primo direttore. Le sue carte personali e la collezione libraria riflettono i numerosi ruoli di responsabilità ed i molteplici interessi di studio sviluppati nel corso del tempo. Nella biblioteca dello studioso la raccolta dei periodici socialisti costituisce un nucleo a sé stante e spicca per il valore documentario. È legata ad un vasto progetto di ricerca varato dalla Biblioteca Giangiacomo Feltrinelli nell’immediato dopoguerra su proposta di Gianni Bosio e Franco Della Peruta, e solo parzialmente realizzato. L’obiettivo era produrre una bibliografia della stampa periodica operaia e socialista italiana dall’Unità d’Italia al 1926, anno della promulgazione della legge fascista sulla stampa; un’opera militante che restituisse agli italiani liberati dalla dittatura fascista la ricchezza delle voci che si erano battute per la libertà di
associazione e di stampa prima che la dittatura le riducesse al silenzio.

Luigi Arbizzani fu incaricato di compiere il censimento nella provincia di Bologna; l’indagine si rivelò particolarmente lunga e complessa, tanto da subire nel tempo battute di arresto e continue riprese, per essere infine pubblicata postuma, curata da Maria Chiara Sbiroli, con il titolo La stampa periodica socialista e democratica nella Provincia di Bologna, 1860-1926 (Bologna, IBC, 2014).

 

Nel portare avanti il lavoro di ricerca, Arbizzani prese a collezionare i periodici oggetto dello studio; il suo interesse travalicò i confini dell’area bolognese, per estendersi a tutto il territorio nazionale.
La raccolta comprende un centinaio di testate, di cui 62 stampate in provincia di Bologna, le altre provenienti prevalentemente dall’Italia centrale: numeri unici, supplementi legati a occasioni particolari (elezioni, ricorrenze, avvenimenti di cronaca locale), singoli fascicoli di periodici o intere raccolte: un punto di osservazione privilegiato per ricostruire la genesi e il decorso del movimento socialista, sindacale, cooperativo, femminista, dei circoli e delle case del popolo, del mutualismo, nonché per indagare approfonditamente le lotte operaie e le modalità del lavoro nelle manifatture, nelle fabbriche, a domicilio, nelle campagne, e sono fonti essenziali per lo studio della storia delle idee e della politica italiana alla vigilia del periodo della lunga dittatura fascista.

 

 

 

 

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